L’Unical fanalino di coda tra le università, Crisci: «I parametri utilizzati penalizzano il Sud»

Nella classifica tracciata annualmente dal Sole 24 Ore, l’Università della Calabria scivola di sei posizioni piazzandosi al penultimo posto. Il rettore: «Si vogliono avvantaggiare per forza le università piccole e del Nord»

di Salvatore Bruno
3 gennaio 2017
11:56
L’Università della Calabria
L’Università della Calabria

Scivola di sei posizioni l'Università della Calabria, raggiungendo il poco lusinghiero penultimo posto nella speciale classifica tracciata dal Sole 24 ore. Il quotidiano economico disegna annualmente il livello di qualità degli atenei italiani, prendendo in esame alcuni parametri certamente non esaustivi, ma indicativi del grado di competitività offerto da ogni singolo istituto. Insieme a quello registrato dall'Università Mediterranea, l'arretramento del campus di Arcavacata è il più significativo su scala nazionale.

Alcuni indici senza dubbio penalizzano l'Unical. L'ateneo è in coda a livello di attrattività di studenti da fuori regione, un dato abbastanza scontato per una questione logistica. Negativo anche l'indice relativo all'assegnazione di borse di studio assegnate agli studenti in difficoltà economiche. Anche qui ci sarebbe da discutere, poiché il basso reddito delle famiglie calabresi determina una vasta platea di aspiranti borsisti. Paradossalmente quindi, l'Università della Calabria si classifica alle spalle di atenei che assegnano meno borse di studio, riuscendo però a coprire l'intero fabbisogno del territorio. Positivo invece il giudizio dei laureandi sui corsi di studio. Secondo il rettore Gino Crisci, l'Unical gode di buona salute e la classifica stilata dal quotidiano milanese, basata su parametri sbagliati, offre un quadro distorto all'opinione pubblica.

 

«I parametri che usa il Sole 24 Ore sono palesemente spostati a favore del Nord. Infatti c'è solo una università del Sud tra le prime venti, quella di Salerno, che ha il parametro degli studenti da fuori regione che l'aiuta – ha dichiarato Crisci - Ma questo vale anche per le università con facoltà di medicina, perché i posti sono ripartiti a livello nazionale. Per esempio, ancora, non si dà il punteggio più alto a chi offre più borse di studio - dice ancora il rettore - ma a chi copre tutti gli aventi diritto. In Lombardia però gli aventi diritto sono pochi, mentre al Sud, dove siamo più poveri, sono moltissimi e non riusciamo a coprirli tutti, anche se diamo il doppio delle borse di studio di altri atenei. A noi sembra che si vogliano avvantaggiare per forza le università piccole e del Nord. I ranking internazionali - conclude il rettore dell'Unical - calcolati diversamente, ci mettono invece in buona posizione».

 

Nella prossima settimana comunque, saranno resi disponibili tutti i documenti utilizzati per condurre l'indagine. E si avrà un quadro della situazione più chiaro.


Salvatore Bruno

Giornalista
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