Anziani da proteggere

Alle Rsa calabresi in dono dal Rotary strumenti sanitari per far fronte al Covid

VIDEO | Il kit è composto da un saturimetro, 150 test antigenici e un aspiratore carrellato. Una trentina le strutture che stanno ricevendo il materiale

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di Francesca Caiazzo
3 gennaio 2022
23:04

Un saturimetro, 150 test anti Covid e un aspiratore carrellato necessario per aspirare muchi e tessuti a livello polmonare, dotato di sacche monouso e gestibile da un solo operatore perché dotato di comando a pedale. È il kit che il Rotary distretto 2102 Calabria ha donato, col contributo dell’associazione americana UsAid, a una trentina di residenze sanitarie per anziani della Calabria (individuate in accordo con la Regione) per fronteggiare la pandemia. Nel Crotonese sono otto le residenze interessate dall’iniziativa solidale, quattro delle quali hanno ricevuto il materiale questa mattina, nella sede del Rotary Club di Crotone.

«Abbiamo pensato che le Rsa erano quelle strutture che avevano bisogno di un sostegno di qualità, attraverso questi strumenti molto utili» ha dichiarato il governatore del distretto 2102 Calabria del Rotary, Fernando Amendola. «Questo è un esempio di concretezza e l’esperienza che abbiamo vissuto, consegnando questi strumenti nelle varie province calabresi, ci ha dato veramente un senso di grande soddisfazione per l’utilità dell’iniziativa» ha aggiunto.


In mattinata, a ritirare il materiale donato c’erano tre strutture del gruppo Sadel (dislocate a Cerenzia, Cotronei e Scandale) e una di Roccabernarda.

«Questo – ha detto l’avvocato Giuseppe Mosella, consulente della Sadel, che si occupa della direzione amministrativa  - è un bellissimo segnale di speranza, che dà ancora più forza e vigore all’impegno degli operatori, che da due anni danno il massimo impegno per proteggere gli ospiti stessi dal virus. Da due anni, tutto il personale delle nostre strutture ad ogni accesso, tutti i giorni, viene sottoposto a tampone antigenico, al fine di evitare l’ingresso di un soggetto positivo. Ma c’è anche un grande senso di responsabilità da parte dei nostri operatori che, se hanno anche solo il sospetto di aver avuto contatti con un positivo, avvisano immediatamente la struttura. Tutto questo aiuta a diminuire le possibilità che il Covid possa entrare all’interno delle strutture stesse e colpire gli ospiti».

Giornalista
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