Sogni e natura

Amore, passione e riscatto: la storia di Vincenzo, il coltivatore di emozioni innamorato della sua Calabria

Ha solo 21 anni e progetta la realizzazione di un'azienda olearia: «Ogni albero ha un valore immenso perché sono testimoni della storia della mia famiglia. Ora rappresentano il futuro e i miei sogni» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Franco Laratta
8 dicembre 2021
12:43
Vincenzo Gullo
Vincenzo Gullo

Vincenzo è un ragazzo innamorato perso della natura, della sua terra, dei suoi meravigliosi ulivi.
Ha solo 21 anni, di Palmi, diplomato Perito agrario all'Istituto Tecnico Agrario di Palmi, frequenta il terzo anno della facoltà di Scienze e tecnologie agrarie a Reggio Calabria.

Ama cosi tanto la Calabria, e in particolar modo la sua bellissima Palmi, da non voler nemmeno sentire la parola ‘emigrazione’. «Palmi per me è un sentimento che mi porto dentro e non mi abbandona mai, cerco sempre di fare qualcosa per la cittadina e per farla conoscere. Ho partecipato a diverse iniziative di pulizia spiaggia; insieme ad altri volontari abbiamo pulito e sistemato Rovaglioso e creato il sentiero Leonida (in onore del grande scrittore Leonida Repaci) che parte da Rovaglioso e termina allo scoglio dell'isola; inoltre recentemente sto lavorando per la valorizzazione di Villa Repaci. Qualche settimana fa, sempre insieme ad altri volontari, abbiamo ripristinato la guardiola».


Ma il suo primo e grande amore è quello per la terra e per il suo uliveto: «La terra è nel mio Dna, mia nonna mi racconta sempre che a 2 anni e mezzo ero in grado di raccogliere da solo la verdura selvatica. Ricorda ancora quando le dicevo che non potevo andare via dalla campagna perché le piante mi chiamavano perchè avevano sete».

Vincenzo progetta la realizzazione di un'azienda olearia, soprattutto finalizzata alla valorizzazione dell’olio, una vera eccellenza della Calabria.
«Quando mi chiedono cosa faccio, rispondo sempre che sono un coltivatore di emozioni, perché tutto ciò che faccio è spinto da tanto amore, passione, ma soprattutto voglia di riscatto per la mia terra».

Vincenzo vive intensamente la terra, non si stacca mai da lei «perché per capirla la terra devi viverla. Questo comporta sacrifici e scelte, perché il lavoro da fare è massacrante, toglie del tempo al "divertimento" ma a me non importa, qui c’è il mio futuro, questo è ciò che mi piace fare, questa è la scelta di vita che ho fatto».

Questo ragazzo è veramente straordinario, è molto maturo, con le idee molto chiare, insegue i sogni suoi, non teme niente e non ha paura di nessuno. Instancabile, determinato, sicuro di sé. «La mia coltivazione principale è l'olivo da cui ricavo un ottimo extravergine. Le due varietà che coltivo sono quelle tipiche della Piana di Gioia Tauro, ovvero l'ottobratica e la sinopolese, varietà uniche al mondo che vegetano bene solo in questa Piana che con la sua grande fertilità fa raggiungere alle piante altezze inimmaginabili, creando veri e propri boschi di olivi».

Vincenzo sa bene che si tratta di varietà difficili da coltivare, proprio per le loro grandi dimensioni, ma sa altrettanto bene che l'olio che se ne ricava è di grandissima qualità: «Ogni albero per me ha un valore immenso perché sono testimoni della storia della mia famiglia, perché queste piante hanno rappresentato ricchezza, speranza, lacrime, preoccupazioni e tanto altro. Ora per me queste piante rappresentano il futuro, tra le loro foglie vedo le mie speranze, ogni oliva racchiude i miei sogni».

Non ci sono parole adeguate e sufficienti a descrivere la forza di questo 21enne che ragiona come un 40enne. Lui dice che il suo non è un mestiere, ma qualcosa di molto più grande, utile a mettere a frutto la sua passione e vedere realizzati i suoi sogni: «Voglio realizzarmi facendo ciò che amo nella terra che amo. In ogni lattina non c'è semplicemente olio, c'è la mia vita».

In questo momento Vincenzo pensa di prendere esclusivamente nelle sue mani le terre di famiglia per creare la sua azienda. Già da 2 anni (quindi appena 19enne!) guida l’azienda di famiglia, con l’obiettivo di alzare i parametri qualitativi dell’olio prodotto, per renderlo sempre migliore.
«Sono ormai 8 anni che studio materie agrarie, per arrivare al massimo. Non basta la pratica, servono anche gli studi, e sono convintissimo di questo».
Non serve altro per capire che questo ragazzo è un fenomeno, un figlio della terra e la terra è sua madre, la sua famiglia, la sua immensa voglia di vivere.

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