Regione

Brand Calabria, nautica, fiere: arrivano i fondi per la Commission senza film

In tempi rapidissimi la Regione affida alla Fondazione un milione e 20.000 euro per “Calabria straordinaria” e 400.000 euro per ideare un salone nautico da realizzarsi nel 2023. Attraverso le convenzioni l’Amministrazione regionale passa tutto di mano liberandosi da parecchi lacci e lacciuoli (ASCOLTA L'AUDIO)

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di A. R.
19 aprile 2022
09:50
Parte dello stand Regione Calabria al Salone nautico di Genova 2020
Parte dello stand Regione Calabria al Salone nautico di Genova 2020

La nuova Calabria Film Commission si riempie di contenuti. E di soldi. La Regione ha iniziato a trasferire i fondi alla Film Commission – una fondazione interamente controllata dalla Regione stessa in quanto socio unico – che si fa carico di spenderli e di attuare le linee. Tutto più facile: con un passaggio amministrativo se ne saltano tanti. Tutto più veloce: in men che non si dica, attraverso due decreti dirigenziali del settore Turismo, Marketing territoriale e Mobilità, alla fondazione sono arrivati un milione e 20.000 euro nell’ambito del progetto «Calabria Straordinaria” e 400.000 euro per il turismo nautico. In particolare, un milione e 20.000 euro serviranno per la “produzione, acquisto e diffusione dei contenuti e dei supporti promozionali (contenuti e strumenti marketing digitale e off-line) e diffusione di nuovi contenuti culturali per promuovere l’immagine e l’attrattività della Calabria». Mentre 400.000 euro saranno utilizzati per capire come organizzare un salone nautico in Calabria il prossimo anno. Per i controlli occorrerà produrre relazioni semestrali e mettere a disposizione – a richiesta – tutto ciò che serve per attestare che le cose vanno avanti.

Insomma la rivoluzione voluta dall’assessore regionale Fausto Orsomarso e portata avanti dal Dipartimento Turismo, Marketing Territoriale e Mobilità non si ferma: la Calabria Film Commission si occuperà poco o nulla di cinema e molto di turismo e marketing. Tanta commission, film non sappiamo. Non è ancora chiaro perché a guidare la macchina sia stato chiamato uno stilista come Anton Giulio Grande, che sarà commissario per un anno di una fondazione nata per trasformare la Calabria in Hollywood e che ora deve promuovere il turismo occupandosi di nautica e amplificando l’impatto messianico del “logo immagine-cappello” di Calabria Straordinaria (per chi avesse visto il logo, non si tratta di una margherita viola, ma dell’iconica Soldanella calabrella che appartiene alla famiglia delle primulacee). In compenso alcuni aspetti all’inizio meno evidenti rientrano in un quadro più logico.


La Calabria Film Commission è una fondazione e può muoversi, diciamo, agilmente. La Regione firma le convenzioni e poi passa tutto di mano, liberandosi da molti lacci e lacciuoli burocratici. Fa tutto la Film Commission, secondo le regole di una fondazione a partecipazione pubblica, stringenti certo, ma che non sono le regole di un’amministrazione come la Regione. Trova lei i consulenti, decide come affidare la realizzazione dei video promo e le campagne social e web, decide quanto e su quali media pianificare. Le somme vengono erogate a titolo di rimborso spese e quindi senza il pagamento dell’Iva. La Regione paga e controlla.

Il meccanismo delineato dalle convenzioni per l’erogazione dei fondi è semplice: anticipo del 60 per cento all’avvio, poi lo stato di avanzamento lavori, «pari al 30% dell’importo, previa presentazione di un Report afferente le attività svolte per l’esecuzione del contratto pari all’anticipazione ricevuta», infine il saldo del 10% a termine attività.

Come accennato, finalmente la Regione Calabria diventa efficientissima. In una settimana, festivi compresi, è stata sistemata la pratica relativa a Calabria Straordinaria. Il 29 marzo «è stata richiesta alla Fondazione Calabria Film Commission la trasmissione di una proposta progettuale e di assistenza all'attuazione del progetto». Due giorni dopo, il 31 marzo, «la Fondazione Calabria Film Commission ha trasmesso la proposta progettuale e di assistenza all'attuazione del progetto»; cinque giorni dopo, il 5 aprile, è stata comunicata alla Fondazione Calabria Film Commission «l’approvazione della proposta progettuale trasmessa». Le attività dovranno essere realizzate entro il 30 novembre salvo proroga. Idem per il salone nautico.

Meno di otto mesi per realizzare il tutto, a partire dal delicato compito di amplificare la potenza evocativa del “logo-immagine cappello” di Calabria Straordinaria grazie al quale flussi biblici di turisti dovrebbero arrivare finalmente alla “Terra dei Padri”. Per supportare la strategia di comunicazione e per posizionare il brand Calabria a livello nazionale e internazionale, la Film Commission sarà impegnata in campagne web e social, campagne marketing, attività di ufficio stampa, eventi, produzioni cartacee e multimediali, collaborazione con le università calabresi, allestimento di location istituzionali, rapporti con influencer etc. Insomma, quello che si fa normalmente e che diventa efficace o inutile in rapporto alla validità della strategia che sta a monte. Diciamo che finora, in decenni di tentativi, da Oliviero Toscani ai Bronzi di Riace che giocano alla Morra, passando per il corto di Muccino, il brand Calabria è asceso solo in termini di utilizzo inconcludente di denaro pubblico.

Qualche riga sulla proposta progettuale e di assistenza all'attuazione di un progetto riguardante il turismo nautico denominato - Verso il “Salone Nautico Calabria – Boat show 2023”. Il progetto della Fondazione Calabria Film Commission si divide in due punti preliminari più un punto clou: nel primo preliminare ci si impegna a realizzare uno studio di fattibilità con luminari del settore, nel secondo a realizzare un sito web e a partecipare alle fiere di settore per vedere come si fanno. Nel punto clou, infine, c’è scritto che nel 2023 dovrà organizzarsi una fiera nautica di una settimana in Calabria. Anche in questo caso il sì da 400.000 euro della Regione, da spendere in consulenze, partecipazione a fiere e comunicazione, è arrivato rapido. Non una settimana come nel caso della Calabria Straordinaria, ma un mese e mezzo, giorno più giorno meno. In yacht a volte ci si attarda.

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