Calabria zona arancione ma i contagi continuano a crescere e gli ospedali sono al collasso

I nuovi casi positivi ieri hanno sfiorato quota 600, critica la situazione nei presidi ospedalieri in particolare a Cosenza. Da oggi però riaprono scuole e negozi (ASCOLTA L'AUDIO)

di Redazione
12 aprile 2021
11:43

Calabria in zona arancione da oggi ma non mancano, come evidenziato da più parti, dubbi e perplessità alimentati dal livello dei contagi, ieri hanno sfiorato quota seicento, dei decessi e dalla situazione sempre più critica che si registra tra le corsie degli ospedali, in particolare a Cosenza dove si è raggiunta la saturazione dei posti letto tanto nei reparti quanto nelle terapie intensive.

Riaperte le scuole di ogni ordine e grado, anche se in alcuni comuni (vedi il caso di Cosenza), le aule sono rimaste chiuse a seguito di ordinanze dei sindaci.

A riaprire i battenti sono anche gli esercizi commerciali, i parrucchieri, barbieri, centri estetici, locali per la toelettatura degli animali. Nulla cambia invece per bar e ristoranti che, anche in zona arancione, potranno lavorare con l'asporto o la consegna a domicilio. Il servizio per quanto riguarda i ristoranti potrà essere fornito fino alle 22 con divieto assoluto di consumo di cibi sul posto. L'asporto dai bar è invece consentito solo fino alle 18.


Nel dettaglio, gli ultimi report in Calabria segnalano un peggioramento della situazione, con un costante incremento dei casi "attualmente" positivi (dagli 11.566 del 7 aprile ai 12.168 del monitoraggio regionale di ieri), della percentuale di tamponi positivi (ieri attestata al 18,46%, rispetto al 9,17% sempre del 7 aprile) e dei decessi (40 in più negli ultimi 56 ioni, per un totale di 904 vittime nella regione).

Anche il dato dei ricoveri in Calabria induce al pessimismo, in considerazione dell'endemica situazione di estrema difficoltà in cui versa la sanità regionale: al momento, negli ospedali calabresi i ricoveri sono 511, con la conclamata saturazione dei reparti di area medica (secondo Agenas pari al 50%, dieci punti superiore alla media nazionale) e con le terapie intensive sotto pressione, soprattutto a Cosenza, in più non mancano i racconti di lunghe ed estenuanti attese davanti ai pronto soccorso di ambulanze e pazienti. Infine, restano le criticità nella campagna di vaccinazione (nell'ultimo report del governo nazionale la Calabria è sempre ultima nel rapporto tra dosi consegnate e somministrate, il 73,5% a fronte della media nazionale dell'83,7%) anche se negli ultimi giorni si sta registrando una certa accelerazione come ha sottolineato in una dichiarazione all'Agi il commissario alla Sanità, Guido Longo, e tra oggi e domani saranno attivati l'hub di Catanzaro e i centri di Cirò e Mesoraca. In sintesi, dunque, in Calabria c'è una situazione molto delicata.

Da qui le sollecitazioni al ministro della Salute, Roberto Speranza affinché si riconsideri l'opportunità del ritorno della Calabria in zona rossa e le critiche all'indirizzo soprattutto del presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, accusato dal centrosinistra di aver "premuto" per far alleggerire le misure di restrizione senza tenere conto del peggioramento del quadro epidemiologico. 

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