Un ponte lungo cinque secoli tra Napoli e la Calabria, celebrato nel nome di Francesco Cilea. Nei giorni scorsi il Conservatorio San Pietro a Majella ha ospitato una giornata dedicata al compositore di Palmi, nel 160° anniversario della nascita, con il debutto di CalabroPartenopi – La storia che viene da lontano, il progetto culturale ideato e diretto da Roberto Messina e Carmelo Lentino, promosso da Academ Group e Calabria Mundi con Meraviglia Italiana.

Il convegno. In apertura, nella Sala Martucci, il forum "Francesco Cilea e i calabresi a Napoli: una lunga tradizione", parte del convegno internazionale "I compositori a Napoli nel Novecento" promosso per il bicentenario del Conservatorio insieme all'Università della Campania "Luigi Vanvitelli". Dopo il saluto del direttore Gaetano Panariello, il dibattito, moderato dalla giornalista del Tg2 Olimpia Mignosi, ha visto gli interventi di Paola De Simone, Emanuela Grimaccia, Paologiovanni Maione e Roberto Messina. Quest'ultimo ha ricostruito la presenza calabrese nella vita culturale partenopea: dal nicoterese Marcello Fossataro, fondatore del Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, all'architetto e organaro Giovanni Donadio "il Mormando", fino a Leonardo Vinci, Manfroce, Serrao, Rendano, Longo, Florimo e lo stesso Cilea. Ricordati anche lo scultore di Polistena Francesco Jerace, autore della statua di Beethoven nel chiostro, e il crotonese Vincenzo Scaramuzza, maestro in Argentina di Martha Argerich.

Il concerto. In serata, nella Sala Scarlatti gremita, l'Orchestra Filarmonica della Calabria diretta da Filippo Arlia ha proposto, nella rassegna "I Concerti d'autunno 2026", il Cilea meno noto: il Concerto in re maggiore per violoncello e archi di Leonardo Leo nell'arrangiamento cileano, con Francesco Mariozzi solista, la Piccola Suite e la Suite in mi maggiore per violino e orchestra, con Sergio Messina al violino. Lunghi applausi dal pubblico, anche quello abituale del Conservatorio dove Cilea studiò e che in seguito diresse. L'iniziativa ha sancito la collaborazione tra il San Pietro a Majella (direttore Panariello, presidente Carla Ciccarelli) e il Conservatorio "Saverio Arlia" di Catanzaro-Nocera Terinese, diretto da Valentina Currenti.

I premi

Quattro i riconoscimenti della prima edizione del Premio CalabroPartenopi. Il più significativo al cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, originario di Satriano, per il suo ministero pastorale e la vicinanza ai più fragili. Premiati anche il violinista catanzarese Sergio Messina, diplomato proprio al San Pietro a Majella nel 1983; il violoncellista cosentino Fausto Castiglione, docente al "Saverio Arlia" e protagonista con la Filarmonica all'Expo 2025 di Osaka; e la Città di Palmi, patria di Cilea e Manfroce, che custodisce il museo a loro dedicato nella Casa della Cultura "Leonida Rèpaci".

Il progetto

CalabroPartenopi punta a diventare un'iniziativa permanente: un festival diffuso tra Napoli e la Calabria, mostre, pubblicazioni, produzioni audiovisive, percorsi per scuole e università e un archivio digitale della memoria calabro-partenopea. «La memoria non è soltanto nostalgia: è identità, responsabilità, progetto», hanno spiegato gli ideatori Messina e Lentino.