Dalla Calabria nasce Cimiteri Digitali, un progetto che punta a trasformare la memoria delle persone e delle famiglie in un ecosistema digitale capace di collegare generazioni, territori e italiani nel mondo. Digital Twin, ricerca dei defunti, QR Code memoriali, alberi genealogici e un patrimonio in costruzione dedicato a oltre 40mila cognomi italiani sono gli elementi di un'iniziativa sviluppata all'interno dell'ecosistema tecnologico REBEL7, fondato e guidato da Antonio Saladino.

L'obiettivo è mettere progressivamente in relazione cimiteri, defunti, famiglie, alberi genealogici, cognomi, territori, archivi e comunità italiane all'estero, utilizzando la tecnologia per preservare un patrimonio che rischia di restare disperso tra documenti, registri e memorie familiari.

«Non si tratta semplicemente di digitalizzare un cimitero – si legge nella presentazione dell'iniziativa –. Il progetto punta a digitalizzare la memoria».

Cimiteri Digitali è una piattaforma pensata per supportare Comuni e Pubbliche Amministrazioni nella trasformazione digitale della gestione cimiteriale. Il sistema integra censimento delle sepolture, gestione delle concessioni e delle scadenze, documentazione, ricerca dei defunti e rappresentazione digitale degli spazi.

Al centro c'è il Digital Twin, una rappresentazione digitale del cimitero nella quale aree, blocchi, file, loculi e sepolture possono essere organizzati e collegati alle informazioni disponibili. L'obiettivo, spiegano i promotori, è passare da dati distribuiti tra planimetrie, registri e procedure differenti a un ambiente digitale strutturato e interrogabile.

Tra i servizi c'è anche Trova Defunto, pensato per semplificare la ricerca delle persone sepolte. Nome, cognome, Comune e cimitero possono diventare elementi di ricerca collegati, dove disponibili dati territoriali sufficientemente precisi, anche alla localizzazione della sepoltura.

Un altro elemento è rappresentato dai QR Code memoriali, collegabili alle sepolture nel rispetto delle autorizzazioni e delle regole applicabili. Il luogo fisico può così diventare una porta verso la memoria digitale della persona, attraverso fotografie, biografia, ricordi e relazioni familiari. «La tecnologia non sostituisce la lapide e non sostituisce il ricordo. Li collega alle generazioni future», è la visione alla base del progetto.

Parallelamente, Albero Genealogico Italia punta alla ricostruzione e alla conservazione della memoria familiare. Genitori, nonni, bisnonni, luoghi di nascita, migrazioni, fotografie, documenti e relazioni possono progressivamente costruire una rete genealogica attraverso la quale una famiglia può ritrovare la propria storia.

Il progetto comprende inoltre un patrimonio informativo in progressiva costruzione dedicato a oltre 40.000 cognomi italiani, con informazioni relative a origine, diffusione e legame territoriale.

L'altra direttrice è quella della diaspora italiana. Milioni di persone nel mondo conservano origini italiane e spesso conoscono soltanto pochi elementi della propria storia familiare: un cognome, il nome di un nonno o bisnonno, una fotografia, una Regione o il nome di un piccolo Comune. L'obiettivo è creare un ponte digitale tra questi discendenti e i territori italiani.

Da qui il collegamento con il turismo delle radici. «Ritrovare un antenato può significare ritrovare un Comune. Ritrovare un Comune può generare il desiderio di visitarlo», si legge nella nota. Genealogia, archivi, cimiteri, storia locale e cultura possono così contribuire alla crescita di un settore che interessa soprattutto i piccoli Comuni e i territori segnati dalle migrazioni del passato.

Dietro il progetto c'è la visione di Antonio Saladino, artista, creativo e imprenditore calabrese, fondatore e ceo di REBEL7. Un percorso partito dall'arte e dalla creatività e approdato all'imprenditorialità e alla progettazione di sistemi digitali.

«Ho sempre pensato che creare significhi vedere qualcosa prima che esista. Nell'arte lo fai attraverso un'immagine; nell'impresa trasformando una visione in qualcosa di concreto. Con Cimiteri Digitali e Albero Genealogico – afferma Saladino – Italia vogliamo fare una cosa molto semplice da spiegare ma enorme da realizzare: impedire che la memoria delle persone e delle famiglie vada perduta».

La scelta della Calabria come territorio di partenza, spiegano i promotori, è legata alla sua storia migratoria e al patrimonio genealogico e familiare che continua a vivere anche a migliaia di chilometri di distanza. L'intenzione è sviluppare e sperimentare il modello sul territorio per poi estenderlo progressivamente ai Comuni italiani interessati alla digitalizzazione dei propri servizi cimiteriali e alla valorizzazione della memoria locale.

Sono in corso interlocuzioni con amministrazioni e realtà territoriali per approfondire possibili collaborazioni e progetti pilota.

La filosofia del progetto viene sintetizzata così: «Il cimitero conserva il luogo. Il memoriale conserva la persona. L'albero genealogico conserva la famiglia. Il territorio conserva le radici. La tecnologia può collegare tutto questo».

E proprio questa è la prospettiva indicata da Saladino: «Innovare non significa necessariamente dimenticare ciò che c'era prima. A volte significa esattamente il contrario: utilizzare la tecnologia per fare in modo che non venga dimenticato».