Arte sui muri

Crotone, la meraviglia del murale di Jorit: quello sguardo di Rino sembra puntare all’infinito

Il 300 alloggi è un quartiere di case e palazzi senza anima, tanto che l'opera del famoso street art napoletano sembra un sole in lontananza

di Franco Laratta
15 maggio 2022
14:33
Il murale di Rino Gaetano fatto da Jorit a Crotone
Il murale di Rino Gaetano fatto da Jorit a Crotone

Vi avevamo detto che il murale realizzato a Crotone dal più grande esponente della street art, Jorit fosse bello.
Ci siamo sbagliati: è meraviglioso! Entrando in macchina nel quartiere popolare  "300 alloggi" di Crotone, Rino appare quasi improvvisamente, già a 500 metri di distanza, con il suo volto e il suo sguardo che sembrano puntare verso l’infinito, in un’espressione intensa e profonda,  in un murale di 100 metri quadrati.

Il quartiere è un agglomerato di case e palazzi senza anima, tanto che quel murale sembra un sole in lontananza, che lentamente illumina il cielo, scalda la terra, dà luce a ogni cosa. Il bel viso di Rino, con quegli occhi di luce, dà vita e speranza a quei palazzoni freddi e insignificanti, che indistintamente formano il quartiere, e quasi annunciano una nuova storia, tutta ancora da riscrivere.


Gli occhi di Rino colpiscono nel profondo chi guarda, riflettono i segni del suo spirito ribelle, ma pur sempre ironico e divertito. Ciro Cerullo, questo il vero nome di Jorit, autore del murale, è un ragazzo napoletano, forse il più importante esponente della street art del mondo. È passato in pochi anni dal dipengere mura, serrande, e facciate di palazzi imbrattati, ma senza mai "sporcarli" veramente, alla realizzazione del murale di Maradona.

Poi a quello di Yuri Gagarin a Mosca, Nelson Mandela a Firenze, passando dai combattenti per i diritti civili nel mondo. Jorit ha così opere a Buenos Aires, New York, Cochabamba (Bolivia), Las Vegas, Santiago del Cile, Sacramento, San Francisco, Shenzhen (Cina Sud-Orientale) e Gaza.

Ed ora il suo capolavoro a Crotone. Un’opera d’arte di grande impatto, che già sta richiamando curiosi e appassionati da più parti. Un tocco di bellezza, quasi una provocazione, per denunciare l’abbandono delle nostre periferie, affidando all’indimenticabile Rino il compito di urlare in silenzio: «Ma il cielo è sempre più blu».

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