Terzo settore

Crotone, un centinaio di associazioni ai tavoli tematici su politiche sociali: «Sindaci assenti»

VIDEO | Gli incontri con il terzo settore sono stati avviati dal Comune di Crotone per la definizione del Piano di Zona, che serve a progettare interventi mirati per le categorie più fragili. Oggi, un seminario di discussione pubblica

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di Francesca Caiazzo
25 agosto 2021
15:12

«C’è un bisogno di integrazione socio-sanitaria molto forte che riguarda la dimensione di anziani e disabili, c’è necessità di rafforzare le specificità professionali sia a livello quantitativo che qualitativo ed emerge con forza come per gli attori locali sia importante avere dei luoghi permanenti di confronto e dove si possa continuare a monitorare l’andamento dei problemi». Sono questi alcuni dei bisogni primari dell’Ambito territoriale di Crotone (cui afferiscono i Comuni di Belvedere Spinello, Cutro, Isola Capo Rizzuto, Rocca di Neto, San Mauro Marchesato e Scandale, oltre al comune di Crotone in qualità di ente capofila) emersi dai tavoli tematici sulle Politiche sociali avviati dal Comune di Crotone nelle scorse settimane con le realtà del terzo settore. A illustrare il dato (seppure ancora parziale), nel corso di un seminario di discussione collettiva, è stata Francesca Falcone, docente Unical e responsabile metodologica del progetto sulla definizione del Piano di zona, lo strumento guida delle Politiche sociali dell'ambito territoriale di Crotone.

Recuperare il ritardo

Per la stesura del Piano di zona è fondamentale realizzare una mappa dei bisogni primari del territorio, per poi programmare al meglio le azioni di intervento verso le categorie più fragili della popolazione, ottimizzando le risorse a disposizione. L’iter per la definizione del documento ha subito qualche ritardo, che oggi l’amministrazione comunale capofila intende superare, imprimendo una decisa accelerazione a tutto il procedimento: «Il rallentamento – spiega l’assessore comunale alle Politiche sociali di Crotone, Filly Pollinzi - è dovuto alle condizioni in cui versano i Comuni, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo a causa della pandemia, ma anche ad esempio per la carenza di personale. Stiamo riprendendo i tempi e nella prossima settimana porteremo una bozza di proposta del Piano di zona in Conferenza dei sindaci, che è l’organo preposto ad approvarlo in un accordo di programma, eventualmente modificandolo».


Molte associazioni, pochi sindaci

Ai tavoli tematici stanno contribuendo più di cento associazioni operanti sul territorio, mentre scarsa è stata la partecipazione dei sindaci dei Comuni dell’Ambito sociale: «In realtà abbiamo parlato più tra di noi – osserva con amarezza Pino De Lucia della Legacoop della provincia di Crotone – e non abbiamo avuto un confronto con la politica. Io credo che sia invece importante fare un ragionamento politico sui bisogni delle persone e su come l’Ambito debba tenere insieme le realtà del terzo settore. Teniamo presente che noi non siamo un popolo abituato a stare insieme o a collaborare, ma non funziona così. Bisogna leggere tutti i problemi dei Comuni e poi dare una risposta unica, anche perché le risorse sono poche e per poter fare un buon lavoro bisogna stare insieme».

Giornalista
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