Il 3 ottobre scade il termine per le sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle liste. Da Stati Uniti, Europa e America Latina segnalazioni sulle difficoltà legate a distanze, orari e procedure di autenticazione
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Mancano pochi giorni alla chiusura della raccolta delle sottoscrizioni necessarie per presentare le liste alle elezioni dei COM.IT.ES. 2026 e tra le comunità italiane all’estero cresce il confronto sulle difficoltà legate alle procedure previste. Il termine è fissato per sabato 3 ottobre, mentre il voto si terrà il prossimo 4 dicembre.
Prima di
poter partecipare alla competizione elettorale, infatti, ogni lista deve raccogliere un numero minimo di firme, 100 o 200 a seconda della dimensione della circoscrizione consolare e del numero degli iscritti AIRE. Le sottoscrizioni devono inoltre essere autenticate dal consolato italiano di appartenenza.
Una procedura che, secondo le testimonianze raccolte in diverse parti del mondo, sta creando non pochi problemi. A pesare sono soprattutto le distanze dalle sedi consolari, gli orari non sempre compatibili con quelli lavorativi, il poco tempo disponibile e una diffusione delle informazioni ritenuta insufficiente. Il rischio è che le difficoltà finiscano per limitare concretamente la partecipazione di cittadini e candidati, soprattutto nelle comunità più lontane dai consolati.
È il caso, ad esempio, di realtà come Rochester e Bermuda, nella circoscrizione dello Stato di New York. Non tutte le liste hanno incontrato gli stessi ostacoli e alcune sono riuscite a raggiungere il numero di firme necessario. Tuttavia, dalle segnalazioni provenienti da Stati Uniti, Europa e America Latina emerge un malcontento nei confronti di un sistema considerato poco aderente alle caratteristiche dei territori nei quali vivono gli italiani all’estero.
Dalla East Coast statunitense a farsi portavoce del confronto è Ornella Fado, vicepresidente del COM.IT.ES. di New York e presidente della Commissione Comunicazione ed Eventi, che sta raccogliendo testimonianze e proposte provenienti dai COM.IT.ES. nel mondo. Dalla West Coast ha aderito all’iniziativa anche Sara Bianchi Chamberlin, direttore operativo del COM.IT.ES. di San Francisco.
L'obiettivo è individuare possibili correttivi, se non per l'attuale tornata elettorale almeno per quelle future. Tra le proposte avanzate ci sono una comunicazione più diretta e tempestiva agli iscritti AIRE, missioni consolari organizzate in luoghi e orari maggiormente accessibili, più tempo per raccogliere le sottoscrizioni e procedure maggiormente rispondenti alle esigenze delle comunità.
Al centro del confronto c'è anche l'autenticazione delle firme. I partecipanti chiedono chiarimenti sulla possibilità di utilizzare strumenti già adottati in precedenti elezioni, come l'autentica davanti a notai o pubblici funzionari locali accompagnata dalla relativa Apostille prevista dalla Convenzione dell'Aia. Nel 2021 erano state introdotte misure eccezionali legate alla pandemia e adesso viene chiesto di valutare nuovamente modalità capaci di agevolare chi vive a grande distanza dalle sedi consolari.
Si valuta inoltre la predisposizione di una petizione e di un documento condiviso da sottoporre al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al CGIE e alle sedi consolari, con l'obiettivo di aprire un confronto sulle procedure.
«Non chiediamo privilegi, ma che nessun cittadino venga escluso semplicemente per la distanza o per mancanza di informazioni», afferma Ornella Fado. «Le elezioni COM.IT.ES. devono essere un’opportunità di partecipazione reale per tutti gli italiani nel mondo».



