Tra serio e faceto

Ferragosto calabrese tra “friggitoria estrema” e invasioni barbariche al grido «grigliate tutto!»

Cronaca semiseria della festa di mezza estate, da sempre dominata da mangiate pantagrueliche ma anche dall’inciviltà di chi non rispetta le risorse paesaggistiche. Da qui la provocazione: in questo giorno non sarebbe meglio chiudere i parchi regionali e nazionali per tutelarli?

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di Franco Laratta
15 agosto 2022
12:02

«Diede alla Sila il pino, all'Aspromonte l’ulivo, a Reggio il bergamotto, allo stretto il pescespada, a Scilla le sirene, a Bagnara i pergolati, a Palmi il fico, alla Pietrosa la rondine marina, a Gioia l’olio, a Cirò il vino, a Nicotera il fico d'India e a Pizzo il tonno. Diede al Crati l'acqua lunga, allo scoglio il lichene, alle montagne il canto del pastore, alle spiagge la solitudine e all’onda il riflesso del sole». Ecco. Ma poteva finire così? Ovviamente no, infatti il Signore si addormentò soddisfatto per il capolavoro che aveva creato. Del breve sonno divino approfittò il diavolo per assegnare alla Calabria il… ferragosto!

E fu proprio la nostra, la prima regione d’Italia a sperimentare il 15 agosto come la giornata dedicata interamente alla più grande abbuffata dell’anno.
La cosa ha immediatamente scatenato le nonne di allora, pronte a lanciarsi nella prima delle arti della nostra terra: la friggitoria estrema.


Quarant’otto ore ininterrotte di preparativi per fare del ferragosto una gigantesca tavola apparecchiata! Perché ogni ben di Dio si potesse mangiare, senza limiti e senza divieto. Purtroppo questa festa di metà agosto ha scatenato anche l’irresistibile desiderio dei calabresi di invadere tutti gli spazi disponibili, cioè di costruire, fabbricare, realizzare abusivamente ogni cosa.

Così in decine di migliaia si spostarono subito alla ricerca di un posto in cui consumare una giornata di inarrestabile anarchia. Da allora, e per sempre, il 15 agosto è diventato il giorno in cui tutto è possibile, in cui tutte le leggi, tutte le norme, tutte le regole, anche quella della buona educazione, vanno a farsi friggere insieme a quintali di peperonate.

A migliaia invadono i boschi, accendono fuochi sotto gli alberi, recintano intere aree, creano sul posto appositi campeggi per rimanere anche più giorni, arrivano con i loro potenti SUV che parcheggiano ovunque. E alla fine lasciano immondizia dappertutto.

Ma oggi qualcosa è cambiata. Nel tentativo di frenare l’irresistibile abbuffata, pare che il presidente della nostra regione voglia obbligare tutti gli invasori ad arrivare sul posto con un libro e di andare via con un sacchetto di spazzatura. Nell’ordinanza non è specificato se è anche obbligatorio leggerlo il libro. Ma è scattata la protesta di Cgil-Cisl-Uil che non sono stati consultati.

Mentre Mario Occhiuto, già sindaco di Cosenza e ora in attesa di un collegio blindato per il parlamento, ha proposto di spostare le piste ciclabili da Cosenza (50 km totalmente inutilizzati!) verso il valico di Botte Donato (circa 2000 mt slm), in modo che a Ferragosto tutti siano obbligati a salire in Sila in… bicicletta. Geniale.

Anche il Vescovo di Cosenza ha espresso sostegno all’idea di Mario Occhiuto, a condizione che tutti i villeggianti di ferragosto leggano almeno 30 pagine della Bibbia tra una teglia di patata ‘mpacchiuse e una di parmigiana di melanzane rafforzata.

Il giorno di ferragosto è una benedizione per chi ama mangiare senza limiti durante le 12 ore previste per la grande abbuffata, che coinvolge tutti: donne, bambini, uomini, giovani e vecchi. Non c’è diabete che resista, tantomeno colesterolo, trigliceridi e pressione alta.

A questo punto, considerato che le suddette misure sicuramente non sarebbero rispettate da alcuno, anche al fine di salvaguardare la salute delle orde degli invasori, si starebbe pensando di chiudere per il giorno di Ferragosto i parchi, le aree protette, i boschi, le spiagge, perfino le strade che portano nei punti più richiesti della nostra meravigliosa terra.

Ma poi, a pensarci bene, basterebbe ben poco per rendere più civile il nostro ferragosto: stiamocene nelle nostre amate tavernette, oppure prenotiamo in tempo il ristorante o la trattoria più vicini, ritroviamoci a festeggiare (ma cosa?) con più educazione e più rispetto, consumiamo il giusto e poi portiamo a casa i sacchetti della spazzatura, evitiamo assolutamente di lasciare vetri e plastica laddove abbiamo consumato il pasto di Ferragosto.

Ci vorrebbe solo un po’ di buona creanza, di rispetto. Ma a Ferragosto, purtroppo tutte le regole sono superate, sospese, l’invasione è lecita, l’oltraggio all’ambiente anche, la violenza che ci facciamo a noi stessi è tranquillamente consentita.

E allora, buon Ferragosto a te povero solitario calabrese che avrai scelto di leggere un buon libro in un angolo di natura, magari con un panino e una birra, o ascoltando buona musica con le cuffiette, magari facendo una passeggiata con gli amici, prendendo la bici, andando in un angolo di spiaggia più tranquillo e lontano. Buon Ferragosto a tutti quelli che detestano il Ferragosto e che in segno di civile protesta intendono chiedere al presidente del consiglio regionale di convocare una apposita seduta del consiglio stesso per il 15 agosto dalle 8 alle 24. Senza interruzione per il pranzo. Con l’obbligo per ogni consiglieri di fare un lungo e articolato intervento. Possibilmente in italiano!

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