L’iniziativa

L’ospedale di Cosenza abbraccia i bimbi prematuri, piccoli guerrieri della neonatologia

VIDEO | Iniziative di riflessione e sensibilizzazione nella giornata mondiale dei bimbi partoriti prima della 37ma settimana di gestazione. E l'edificio dell'Annunziata si colora di viola

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di Salvatore Bruno
17 novembre 2021
23:00

L'ospedale dell'Annunziata di Cosenza ed alcuni luoghi simbolo della città si colorano di viola nella giornata mondiale della prematurità celebrata con iniziative di sensibilizzazione e riflessione sull'aumento delle nascite pretermine, prima della 37ma settimana di gestazione.

Bimbi prematuri, incremento dei casi

In Italia si contano mediamente circa duemila casi all'anno, con una incidenza su scala nazionale, pari al sette percento del totale dei nuovi nati. Nell'anno della pandemia però, il dato è schizzato al 19 percento. Un incremento parzialmente dovuto all'età sempre più avanzata delle puerpere ma, si ipotizza, anche alla diffusione della pandemia, sia pure in maniera indiretta. Si pensa ad uno stato di maggiore tensione avvertito dalle donne in attesa generato dal lockdown e poi alla drastica riduzione dei controlli medici durante la gravidanza, dovuto alle difficoltà di accesso agli ambulatori.


I nostri piccoli guerrieri

L'incontro organizzato nel nosocomio bruzio, sottolineato dall'intervento del commissario straordinario dell'Azienda Ospedaliera Isabella Mastrobuono, ha registrato l'adesione dei bersaglieri di Cosenza, del conservatorio, degli stessi genitori dei bimbi prematuri, chiamati a trascorrere diverse settimane in reparto accanto ai loro cuccioli. «Questi neonati sono i nostri guerrieri, perché avendo avuto la disavventura di nascere prima del termine, dimostrano poi una straordinaria capacità di lottare per la sopravvivenza - dice Gianfranco Scarpelli, direttore della Unità Operativa Complessa di Neonatologia - La Sin, la Società Italiana di Neonatologia inoltre, ha dimostrato i benefici della vicinanza dei piccoli prematuri con i genitori, ammessi anche nei nostri reparti h24, nonostante il Covid - ricorda Scarpelli - Sia la mamma sia il papà, hanno un ruolo importante in tutti i protocolli terapeutici applicati per il raggiungimento del peso che consente ai bimbi di tornare a casa».

I progressi della scienza

La scienza ha compiuto enormi progressi per cui le percentuali di recupero sono molto significative: «Oggi tutti i prematuri del peso inferiore ad un chilo e mezzo, vedono la luce nel punto nascita di secondo livello allestito all'ospedale dell'Annunziata. Questo successo organizzativo consente di prestare da subito le migliori cure e di ridurre notevolmente il tasso di mortalità al di sotto del cinque percento».

Giornalista
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