Al Teatro Alikia la nona edizione della manifestazione promossa da Francesca Gallello. Una serata partecipata ed emozionante, tra arte, informazione, impresa, scuola e ricerca, nel segno di chi sceglie di investire nella propria terra. Tutti i premiati
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Restare, investire, creare opportunità. E dimostrare, attraverso il proprio lavoro, che dalla Calabria possono nascere esperienze capaci di parlare al Paese e al mondo. È il messaggio che ha attraversato la nona edizione del Premio Radici, svoltasi ieri, sabato 24 ottobre, al Teatro Alikia di Cirò Marina. Una serata intensa, ricca di partecipazione e contenuti, che ha riunito personalità dell’informazione, dell’arte, dell’imprenditoria, della scuola, della sanità e della ricerca.
Tra i premiati Domenico Maduli, imprenditore della comunicazione, editore e fondatore di LaC Network, e Franco Laratta, direttore responsabile di LaC News24. Accanto a loro, percorsi professionali e umani differenti, accomunati dalla capacità di contribuire alla crescita della Calabria e di valorizzarne energie e competenze.
A promuovere l’appuntamento, Radici Internazionale, insieme alla sezione di Cirò Marina e a Veliero APS. A guidare la serata la presidente Francesca Gallello e il presidente della sezione cittadina, l’avvocato Michele Sabato, con la collaborazione di Secondo Carlino e Mariasole Cavarretta.
Nella riuscita della manifestazione si riconosce la tenacia di Francesca Gallello, scrittrice e animatrice culturale che ha fatto della riscoperta delle radici meridionali un impegno continuativo. Dalla fondazione dell’associazione, nel 2012, il suo percorso tiene insieme memoria, ricerca storica e partecipazione. La capacità di coinvolgere persone e sensibilità diverse ha trovato anche in questa edizione un risultato concreto: portare sullo stesso palco esperienze che aiutano la Calabria a riconoscere il proprio valore e a interrogarsi sul futuro.
Cirò Marina ha risposto con una partecipazione sentita. Gli interventi hanno accompagnato le premiazioni con riflessioni sulle difficoltà del presente, sulle responsabilità di ciascuno e sulle possibilità di sviluppo del territorio. Il filo conduttore è stato il valore dell’impegno: quello di chi sceglie di lavorare in Calabria, di investirvi risorse e conoscenze, di costruire qui occasioni di crescita.
Il riconoscimento a Domenico Maduli ha dato spazio a un percorso imprenditoriale nato a Vibo Valentia e cresciuto nel settore della pubblicità, della comunicazione integrata e dell’editoria. Con LaC, questa esperienza ha assunto anche la dimensione di un progetto informativo radicato nel territorio e proiettato oltre i confini regionali. Una storia che richiama il significato stesso della manifestazione: trasformare il legame con la propria terra in iniziativa, lavoro e capacità di innovare.
Accanto all’editore, premiato Franco Laratta, giornalista, scrittore, autore e conduttore, alla guida dell’informazione web e televisiva di LaC dal gennaio 2025. Il suo percorso attraversa l’esperienza delle radio e delle televisioni libere, la carta stampata e i nuovi linguaggi dell’informazione. Una lunga attività che riporta al centro il ruolo del giornalismo nella conoscenza dei territori, nell’ascolto delle comunità e nella costruzione di un dibattito pubblico consapevole.
L’eccellenza artistica ha trovato espressione nel maestro orafo Michele Affidato, il cui lavoro ha portato la creatività crotonese in importanti appuntamenti nazionali, tra cui il Festival di Sanremo. Un percorso nel quale la tradizione artigiana incontra la ricerca estetica e il patrimonio culturale della Calabria. Al suo fianco, tra i premiati, Antonio Affidato, scultore, orafo e docente: una nuova generazione capace di raccogliere l’esperienza familiare e sviluppare una ricerca personale, nel dialogo tra scultura, gioiello e design.
Per l’imprenditoria vitivinicola è stato premiato Pasquale Iuzzolini, espressione di una realtà produttiva che contribuisce a far conoscere il Cirotano attraverso i suoi vini. La crescita della Tenuta Iuzzolini, con l’avvio della produzione a marchio nel 2004 e lo sviluppo sui mercati esteri, racconta la possibilità di coniugare identità agricola, innovazione e apertura internazionale, mantenendo nel territorio il cuore dell’attività.
Il premio a Vinicio Leonetti ha valorizzato un’esperienza che unisce giornalismo e letteratura. Già responsabile della redazione di Lamezia Terme della Gazzetta del Sud, con collaborazioni a testate nazionali, Leonetti ha dedicato attenzione alle trasformazioni economiche e sociali della regione. Il suo romanzo Eroine ha ottenuto il Premio internazionale Mario Luzi per la narrativa, aggiungendo un significativo riconoscimento al suo percorso di autore.
Con l’insegnante Teresa Caligiuri, la manifestazione ha dato spazio anche alla scuola e al valore del lavoro educativo. La sua premiazione richiama una dimensione essenziale dello sviluppo: la formazione delle nuove generazioni, la trasmissione del sapere e la responsabilità quotidiana di accompagnare bambini e ragazzi nella crescita.
Un’attenzione particolare è stata riservata alla sanità, con Letizia Tiano, direttrice dell’Unità operativa complessa di Psichiatria–SPDC dell’ASP di Crotone, e Antonio Vaccaro, coordinatore sanitario della stessa struttura. Due figure impegnate in un ambito delicato, nel quale competenza professionale e attenzione alla persona devono procedere insieme. Il lavoro dell’équipe crotonese ha trovato spazio anche nel confronto scientifico nazionale della Società italiana di psicopatologia, con studi sull’innovazione terapeutica e sull’organizzazione dell’assistenza.
La ricerca è stata rappresentata da Katia Grillone, dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, impegnata nell’oncologia medica traslazionale. Il suo percorso comprende studi sul mieloma multiplo e un lavoro pubblicato sulla rivista scientifica Blood, per il quale ha ricevuto nel 2025 una menzione speciale al Premio per la ricerca oncologica promosso dall’associazione S.O.S. Solidarietà in Oncologia e Sociale. Una testimonianza concreta della qualità della ricerca sviluppata negli atenei calabresi e del suo contributo alla comunità scientifica internazionale.
Particolarmente significativo il ricordo di Luigi Ruggiero, rappresentato dalla figlia Filomena e dal nipote Luigi, ex sindaco di Cirò Marina è stata una figura nella quale impegno civile, scuola e sensibilità letteraria si sono intrecciati per decenni. Autore di raccolte come Un cuore che canta e Noi, Ruggiero ha lasciato un’eredità che appartiene alla memoria culturale e istituzionale della città.
L’omaggio ad Anselmo Terminelli ha ricordato invece un giornalista dal percorso articolato, attivo nell’informazione religiosa e sanitaria, collaboratore dell’AGI e primo direttore di FarodiRoma, testata che aveva contribuito a fondare. Una figura che ha unito il mestiere dell’informazione all’attenzione per la persona, per la cura e per le questioni sociali.
Il programma ha affiancato alle premiazioni l’alta oreficeria di Michele Affidato e lo spazio letterario dedicato a Cambiare rotta di Giovanni Buscema e Simona Tricoli. Un volume che affronta la sostenibilità nelle sue dimensioni ambientale, sociale ed economica, offrendo ulteriori elementi di riflessione sulle scelte necessarie per il futuro delle comunità.
Dalla nona edizione del Premio Radici emerge così il ritratto di una Calabria capace di produrre conoscenza, bellezza, impresa e cura. Una terra complessa, che ha bisogno di riconoscere e sostenere le persone che ogni giorno contribuiscono a migliorarla.
Il merito dell’associazione e dei suoi promotori è aver offerto alla comunità un’occasione per incontrare queste esperienze e comprenderne il significato collettivo. Perché dare visibilità a chi si distingue significa anche indicare possibilità alle nuove generazioni. E ricordare che restare in Calabria, lavorare in Calabria e investire in Calabria può diventare una scelta capace di costruire futuro per tutti.





































