Sanita’ Calabria

Punto di primo intervento chiuso a Palmi, preoccupati i turisti della Costa Viola

VIDEO | Suscita timore il disservizio creato dall'Asp per recuperare personale da impiegare nel pronto soccorso di Polistena. Il sindaco Ranuccio: «Una spoliazione che si poteva evitare» 

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di Agostino Pantano
14 luglio 2022
22:00

È vista con preoccupazione, anche dai turisti che affollano la Costa viola, la chiusura dei Punti di primo intervento di Palmi e Scilla. A meno di una settimana dalla misura emergenziale adottata dall’Asp reggina, che per mantenere aperto il pronto soccorso dell’ospedale di Polistena ha “prelevato” il personale che era in forza anche ad Oppido Mamertina, basta andare nei lidi della costa palmese per verificare che “il benvenuto” è di quelli amari. «Non sapevo di questo taglio – confessa una ragazza mentre risale dalla spiaggia – e certamente non è una bella cosa scegliere un posto turistico bellissimo come questo e poi constatare che c’è il deserto dell’offerta dei servizi sanitari».

Ma se confliggono spensieratezza e timore in chi vorrebbe solo godere dei posti incantevoli, per i sindaci questa è l’ennesima battaglia che, sabato prossimo, avrà nella prevista riunione con la commissaria Lucia di Furia un altro momento caldo. «È una spoliazione che si poteva evitare – spiega il sindaco Giuseppe Ranuccio – perché non da oggi si conosce la carenza di organico che certamente non è imputabile al covid. Per dare risposte ai cittadini, non si possono chiudere i presidi: basterebbe stanare i tanti operatori sanitari che invece di indossare il camice sono imboscati ai piani alti dell’Asp».


Il primo cittadino, da poco rieletto al primo turno a capo di una coalizione civica e senza colori di partito, ricorda inoltre che «da tempo Palmi chiede l’istituzione di una Guardia medica nella zona costiera, anche per evitare tragedie come quella di qualche giorno dopo il malore mortale che ha colpito un bagnante». Una doccia fredda in piena estate, quindi, questa variante turistica degli effetti di una sanità al collasso per mancanza di personale, che diventa un caso doppiamente politico vista l’invocazione fatta dal presidente Occhiuto che ha chiesto a Roma poteri ancora più straordinari per le assunzioni. «Non è più il tempo di alibi e di spot – conclude Ranuccio – Occhiuto dimostri che per dare risposte ai cittadini si può passare dalle parole ai fatti».

Giornalista
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