Il caso

«Questa pagina viola gli standard della nostra community»: Facebook “banna” la Regione Calabria?

VIDEO | Il messaggio, che solitamente appare sulle pagine che diffondono fake news o violano il copyright, da ieri appare sulla quella istituzionale dell'ente a chi prova a mettere il like. Un bug o una violazione delle linee guida?

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di Francesco Rende
3 agosto 2021
15:40

«Questa pagina potrebbe condividere contenuti che violano i nostri standard della community. Controlla questa pagina prima di accedere». È questo il messaggio che appare, dalla giornata di ieri, a chi prova a mettere il like alla pagina Facebook della Regione Calabria.

Sembra strano che questa cosa possa succedere ad un canale istituzionale di un ente pubblico, ma è proprio l’annuncio che viene riservato a chi solitamente condivide contenuti non permessi o comunque non graditi alla piattaforma social, come ad esempio contenuti razzisti, fake news, black humour o contenuti di carattere ancora peggiore. Eppure, è proprio il messaggio che il social fondato da Mark Zuckerberg ha riservato alla pagina della Regione Calabria.


“I contenuti violano i nostri standard”: l’avviso di Facebook agli utenti

Un vero e proprio paradosso dei nostri tempi: si dice spesso, infatti, che bisogna controllare le proprie fonti quando si diffondono informazioni sui social network: quindi, cosa c’è di meglio per verificare le informazioni dei canali ufficiali degli enti pubblici? Questa stessa cosa succede anche con la Regione Calabria: da poco meno di un anno, infatti, anche gli uffici di Germaneto hanno aperto una propria presenza sui social. La Calabria era una tra le poche regioni a non avere un account ufficiale sui social media, in particolar modo su Facebook, strumento utilizzato da tutte le regioni italiane per comunicare con la cittadinanza: da lì la decisione di sbarcare ufficialmente sui social con un account specifico.

La pagina, che ha iniziato a lavorare durante l’emergenza Covid, condivide prevalentemente informazioni sulle attività politiche della Giunta targata Spirlì: conferenze stampa, visite del presidente facente funzioni, resoconti e annunci sono l’argomento principale dei post. Eppure, secondo il social network statunitense, quei contenuti non vanno bene e vengono diffuse informazioni che ledono gli standard della community: informazioni che sfociano troppo nella propaganda? Violazioni del diritto d’autore? Troppe segnalazioni da parte degli utenti? Oppure semplicemente un errore? Non vi sono spiegazioni certe, ma sicuramente è l’ennesimo colpo per un ente che troppo spesso è finito nell’occhio del ciclone per la sua comunicazione istituzionale.

Cosa succede adesso?

È difficile capire adesso cosa possa succedere. Sicuramente il messaggio ha lasciato sgomenti anche diversi utenti, che hanno segnalato la questione sui social media e che hanno postato gli stessi screenshot che avete modo di vedere in questo articolo. Tra l’altro, controllando anche le pagine istituzionali delle altre regioni, non appaiono in nessun modo messaggi di questo tipo: segno che non vi è un problema con le pagine istituzionali o un problema generalizzato, ma qualcosa che riguarda nello specifico l’account della Regione Calabria. Potrebbe essere frutto delle continue segnalazioni ricevute da parte degli utenti o ancora su una serie di informazioni non verificate da parte della Regione.

Di certo non c’è da dormire sonni tranquilli per chi gestisce la comunicazione della Regione: questo tipo di violazione, dopo i primi avvertimenti, può portare anche alla chiusura della pagina per violazioni continuate. Uno smacco che sarebbe davvero troppo per una pagina che risulta anche verificata, quindi è identificata da Facebook come un canale ufficiale di un’istituzione. La pagina, attualmente, è ancora visibile e presenta il disclaimer sui contenuti: si trova quindi in una sorta di black list, un elenco di pagine che condivide contenuti non attendibili.

Adesso non resta altro che aspettare e verificare se il messaggio sparirà o se arriveranno altre sanzioni da parte di Facebook. Intanto, gli utenti resteranno con il dubbio: ma la Regione Calabria diffonde informazioni false, fake news, o no? Ai bot l’ardua sentenza.

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