Rimborsopoli, Oliverio ai consiglieri regionali: «Restituite i soldi»

L'inchiesta, partita dalle indagini della Procura di Reggio Calabria, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 36 consiglieri

di Redazione
13 settembre 2016
11:30

Una vera e propria messa in mora. Il governatore Mario Oliverio, su input della Corte dei Conti, ha inviato una missiva a tutti i consiglieri regionali coinvolti in “Rimborsopoli” per chiedere la restituzione delle somme dovute.

 


Come si ricorderà l’inchiesta nasce dalle indagini messe in atto dalla Procura di Reggio che ha fatto le pulci alle spese dei consiglieri regionali e dei gruppi. Un’inchiesta che fece scalpore in tutta Italia e che portò all’iscrizione nel registro degli indagati di 36 consiglieri regionali. Le “spese folli”, anche alcuni gratta e vinci, fecero il giro del Paese e furono figlie di una legge regionale di controllo praticamente inesistente. La normativa, in buona sostanza, evitava qualsiasi forma di controllo e attraverso il meccanismo dell’autocertificazione consentiva quasi tutto specialmente ai presidenti dei gruppi consiliari.

 

Tanto che, già nel corso della passata legislatura, la normativa venne cambiata per rendere più stringenti i controlli sulle spese dei gruppi per evitare pericolose distorsioni nell’utilizzo dei fondi pubblici.

 

La cifra per la quale agisce la giunta, in realtà la lettera serve soltanto ad interrompere i termini di prescrizione, è astronomica: si tratta di qualcosa come tre milioni di euro. Nell’oggetto della lettera ricevuta dai consiglieri regionali coinvolti, appartenenti sia a questa che alla passata legislatura, si legge: «Illecita utilizzazione di fondi assegnati ai gruppi consiliari regionali - Richiesta e intimazione di pagamento - Costituzione in mora».

 

La richiesta di restituzione ed intimazione di pagamenti inviata da palazzo Alemanni, inoltre, si riferisce "non solo agli importi contestati ai singoli consiglieri, ma anche a quelli imputati ai gruppi di appartenenza”.

 

Naturalmente si dovrà aspettare di conoscere l’esito dei procedimenti in corso, specialmente in relazione alle posizioni più gravi come quelle relative agli ex consiglieri regionali Luigi Fedele e Nino De Gaetano, prima di poter sapere davvero quali saranno le effettive condanne, se ci saranno, e le concrete richieste di rimborso che arriveranno ai singoli consiglieri. (rictrip)

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