Inchiesta

Voto mio, quanto mi costi! Fino a 300 euro e viaggi di 35 ore per i fuorisede: la situazione nelle 5 province

In tantissimi non hanno alternativa che tornare a casa se vogliono votare. Abbiamo analizzato tutte le tratte in bus, treno e aereo dai capoluoghi calabresi. Una vera odissea per chi è residente a Crotone e Reggio, meno problemi per Catanzaro, Cosenza e Vibo ma l’effetto deterrenza resta alto ovunque: astensionismo anti-salasso (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Francesco Rende
22 settembre 2022
12:35

Decine di ore di viaggio, cambi da un mezzo all’altro, centinaia di euro che vanno in fumo: uno studente calabrese che vuole tornare nella sua regione per votare sa già che dovrà affrontare un vero e proprio viaggio della speranza per poter esprimere il suo diritto, sancito dalla costituzione, ad esprimere la propria preferenza elettorale. Se in tutta Italia quello del voto ai fuorisede è un tema estremamente sentito, lo è ancora di più in Calabria dove la cronica carenza di infrastrutture pubbliche e di collegamenti con le altre regioni pesa tantissimo.

Basterebbe davvero poco per poter abilitare il voto fuorisede per studenti e lavoratori, ma nonostante se ne parli sempre tantissimo in ogni legislatura, il provvedimento trova sempre impedimenti o intralci che ne impediscono la realizzazione. Così, tra un Decreto Aiuti e un Milleproroghe, tra un emendamento per gli lsu e finanziamenti vari ed eventuali, non si trova mai il tempo (e forse probabilmente anche la voglia) per normare una misura che permetterebbe di aumentare in maniera esponenziale la partecipazione dei cittadini al voto.


Elezioni politiche, quanto costa tornare a votare in Calabria: la nostra analisi

Proprio per questo, abbiamo deciso di toccare con mano quanto costa il viaggio, andata e ritorno, dalle cinque città calabresi alle principali città italiane. Quelle indicate all’interno della nostra analisi sono le principali città universitarie del nostro paese, quelle che ospitano il maggior numero di studenti e lavoratori provenienti dalla Calabria, in modo da avere così un quadro abbastanza esaustivo di quanto economicamente (e in termini di tempo) impatti il voler tornare a casa per esprimere la propria preferenza democratica.

L’analisi è stata condotta affidandosi ai principali motori di ricerca online per i viaggi: si tratta di CheckMyBus per le tratte interregionali dei bus, Trenitalia per gli orari ed i biglietti dei treni e di SkyScanner per quanto riguarda la ricerca delle migliori combinazioni aeree, prendendo come data di partenza il venerdì precedente il voto e come data di rientro il lunedì successivo. Nel caso degli spostamenti in aereo, infatti, i voli sono stati ricercati in base alla minore distanza dall’aeroporto: le tratte di Reggio Calabria e Crotone, infatti, sono state effettuate sulle corse disponibili proprio negli aeroporti cittadini, mentre Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia sono state associate all’aeroporto di Lamezia Terme.

I dati che presentiamo, inoltre, non tengono conto delle scontistiche del 70% previste da Trenitalia per chi utilizza la rete ferroviaria per tornare a votare. Vi è, infatti, la possibilità di godere di sconti specifici, ma i biglietti vanno richiesti direttamente in biglietteria o attraverso la procedura sul sito Trenitalia, ed è valida solo per i biglietti di andata e ritorno nel caso ovviamente di posti disponibili sulle soluzioni indicate.

Voto fuorisede, Crotone la città più penalizzata: più di un giorno di viaggio e centinaia di euro spesi

Tra tutti i centri calabresi, quello più penalizzato per posizione e infrastrutture risulta essere certamente Crotone. La città pitagorica, nonostante la presenza di un aeroporto, è quella nella quale è più complesso muoversi verso il resto d’Italia.

Basti pensare alla difficoltà di muoversi verso la Capitale: in bus, tra andata e ritorno, si spendono circa 65 € per più di 20 ore totali di viaggio in orari spesso notturni. Si arriva a circa 100 euro per il treno, con due cambi a corsa, per un viaggio totale che sfiora le 18 ore. Ancora più pesante il bilancio verso Milano: per arrivare nella capitale economica d’Italia le ore di viaggio sono circa 35, per sessanta euro di spesa, mentre utilizzando il treno l’esborso economico arriva a superare le 300 euro per più di 20 ore di viaggio.

L’unica possibilità in aereo, verso Milano, è viaggiare al giovedì, con una spesa di 350 euro. Pesantissimi anche i viaggi verso Bologna, Torino o Siena, con viaggi in bus che sono molto spesso l’unica soluzione economicamente sostenibile ma con tratte che tra andata e ritorno superano abbondantemente le 30 ore. Si guadagna qualcosa in termini orari utilizzando il treno, ma le cifre sono molto pesanti: più di 200 euro per raggiungere Pisa o Torino, poco meno per Perugia o Siena, quasi duecento euro per Bologna, con un totale di circa 26 ore.

I viaggi, però, sono in realtà delle sfacchinate: per ogni viaggio ci sono spesso due o tre cambi di treno, con una scomodità che si aggiunge al costo ed alla lunga distanza del viaggio. Ci sono tra l’altro casi, paradossali, in cui a causa delle coincidenze e dei cambi il viaggio in pullman è addirittura più breve del viaggio in treno: parliamo ad esempio della tratta verso Siena, che necessita di 29 ore in treno e di 27 in pullman (sempre sommate tra andate e ritorno) o del viaggio per Napoli, che ha una durata pressoché identica.

Voto fuorisede, da Catanzaro pochi posti e viaggi notturni per votare

Spostiamoci nel capoluogo: viaggiare da Catanzaro è certamente più agevole che muoversi da Crotone, ma qui al caro prezzi ed alla carenza di mezzi si somma anche la maggiore domanda. Nella data in cui abbiamo effettuato la nostra ricerca, erano già pochi i posti rimasti a disposizione su bus e treni per potersi muovere verso il capoluogo: per tornare da Roma a Catanzaro, infatti, i pochi posti sono prevalentemente su bus notturni, con partenza in serata e arrivo al mattino dopo, mentre la situazione era leggermente migliore per quanto riguarda i ritorni.

Aiuta tanto, in ogni caso, la vicinanza con l’aeroporto di Lamezia Terme: sono infatti molto competitive le tariffe aeree in particolare verso Roma (con soli 56 euro, viaggiando però la mattina presto o al sera) e verso Milano, che costa solo 61 euro. Basti pensare che un biglietto di andata su Trenitalia verso Milano costa circa 69 euro con pochissimi posti a disposizione, mentre utilizzare il bus costa meno (circa 40 euro in totale) ma con un totale che sfiora le 30 ore di viaggio, e tutte in notturno.

Oggettivamente complicato poi, così come nel resto della Calabria, muoversi verso le altre realtà italiane: pesantissimi i viaggi in bus verso Torino, Firenze o Perugia, con spostamenti tra le 12 e le 17 ore di viaggio, o gli spostamenti in treno, tra cambi da dover affrontare e costi esorbitanti per tantissime ore di viaggio.

Voto fuorisede, Cosenza il capoluogo più collegato della Calabria

La vicinanza dell’autostrada, la possibilità di muoversi agevolmente verso Lamezia Terme o verso l’hub ferroviario di Paola rendono Cosenza il capoluogo di provincia che ha minori difficoltà nel raggiungere i principali centri universitari italiani. Se già abbiamo citato i voli per Roma e Milano (ma anche Torino e Pisa, seppur con costi maggiori, hanno diverse opzioni a disposizione), a questi si aggiungono le “frecce” che passano sia da Paola che dalle stazioni di Torano.

Estremamente facile e veloce raggiungere Roma e Napoli rispetto alle altre città calabresi: specialmente verso la città partenopea, le soluzioni sono continue ed economiche, e con soli 20 € si riesce a viaggiare andata e ritorno in pullman. Restano comunque lunghe, per le evidenti e ataviche carenze di strutture, le distanze verso centri come Pisa, Firenze, Siena: sia andata che ritorno superano le 10 ore di viaggio, con pochissima differenza tra bus e treno, e con costi comunque molto alti come ad esempio le circa 200 euro da sborsare se si vuole andare in treno a Bologna, Siena o Torino.

Voto fuorisede, muoversi da Reggio Calabria è un’odissea: difficile tutelare il diritto al voto

Quella della città in riva allo Stretto, invece, è una vera e propria nota dolente. È pesantissimo infatti muoversi da Reggio Calabria verso una qualsiasi città italiana, proprio per la carenza di infrastrutture e la lontananza fisica dagli altri centri. Di questo giova Messina, il cui ateneo è cresciuto moltissimo proprio grazie agli studenti reggini, ma per i tanti che si muovono per lavoro o studio tornare a votare è un’odissea: anche per questo, probabilmente, i tassi di astensione nella zona sud della Calabria sono molto più alti che in altre zone della Calabria e dell’Italia.

Non è tanto e non è solo una questione di costi ma di distanze e di tempo a disposizione: ci vogliono quasi due giorni interi, infatti, per muoversi verso gran parte delle città italiane e questo di conseguenza si scontra spesso con la disponibilità di ferie e giorni liberi o con la concomitanza delle lezioni universitarie. Muoversi da Reggio Calabria vuol dire spesso perdere interamente il venerdì e il lunedì, aumentando quindi le difficoltà ad esercitare il proprio diritto al voto: arrivare a Torino con il famoso “Torino Porta Nuova”, lo storico treno che collegava nord e sud, ha un costo di quasi 300 euro, davvero inaccessibile per una famiglia o per più persone, con più di 20 ore di viaggio.

Durate e costi simili per andare a Milano, Pisa o Firenze, corredati da orari complessi e diversi cambi da affrontare lungo il tragitto (specialmente se si parte dalla provincia di Reggio Calabria e non dalla città).

E l’aeroporto? Alcune soluzioni dal “Tito Minniti” ci sono pure, ma sono pesanti anche economicamente: le uniche due tratte coperte tra quelle selezionate sono Roma e Milano, che costano rispettivamente 236 euro e 322 euro andata e ritorno. Casella zero per quanto riguarda i voli disponibili per Napoli, Bologna, Torino, Perugia, Pisa, Firenze e Siena nelle date disponibili.

Voto fuorisede, pochi mezzi e viaggi lunghi da Vibo Valentia

Posizione centrale, autostrada relativamente vicina ma pochi, pochissimi mezzi. Anche la mobilità dalla provincia di Vibo Valentia resta complicata per i fuorisede che vogliono tornare a votare: a questo si aggiunge, inoltre, il fatto che anche le stesse strade interne che collegano il capoluogo ai tanti paesi della provincia sono provate da anni di abbandono e mancati investimenti, in quella che tra l’altro è la zona più importante di tutta la Calabria a livello turistico.

Se la vicinanza dell’aeroporto di Lamezia Terme aiuta sulle tratte aeree, da dimenticare invece la copertura riguardante treni e bus. Quasi 300 euro per raggiungere Torino in treno, con un viaggio totale di circa 20 ore ma addirittura 42 ore di bus (sommate tra andata e ritorno) sui pochi bus liberi per spostarsi tra la città della Mole e Vibo Valentia. Sono addirittura ventinove le ore di viaggio per raggiungere Bologna in bus e 16 quelle necessarie in treno (con un biglietto superiore ai 200 euro), mentre ne servono addirittura 34 per arrivare in bus a Pisa, pagando poco meno di 90 euro, oppure meno di venti ore ma duecento euro di spesa utilizzando il treno.

Insomma, mettetevi nei panni dei genitori che hanno magari due figli che studiano in altre regioni: che fanno, si mettono in tasca circa mille euro e li preparano a diverse ore di viaggio? Oppure, quando i loro figli telefoneranno a casa, gli diranno “Bello di papà, ma sei sicuro?”.

Voto fuorisede, dalla Calabria la proposta di legge in Parlamento

Il problema è sentito moltissimo da studenti e lavoratori, poco dalla politica che ogni volta trova il modo per non decidere e legiferare su un tema così importante. Proprio dalla Calabria, da diversi anni, è partito un movimento di protesta e opinione per costringere le forze parlamentare ad esprimersi in merito.

Il Collettivo Valarioti, subito dopo la morte del presidente Santelli, lanciò la proposta per permettere agli studenti fuorisede di poter esprimere anche da remoto il proprio voto per le elezioni regionali inizialmente previste per febbraio 2021. Dal loro appello, raccolto da docenti universitari e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo oltre che dalle reti studentesche, è nata una proposta di legge che però si è incagliata nelle maglie delle commissioni parlamentari.

Questo nonostante il Collettivo Valarioti, che ha poi dato vita insieme ad altre realtà alla rete “Voto Sano da Lontano”, abbia incontrato il ministro per i rapporti con il Parlamento D’Incà e sia stato audito in Commissioni Affari Costituzionali. Un altro buco nell’acqua, a dimostrazione del fatto che poi alla fine quello dell’astensione e del voto fuorisede sia solo un tema del quale la politica si occupa per slogan, senza voler realmente risolvere il problema.

Nell’Unione Europea l’Italia è uno dei pochi paesi a non avere una regolamentazione: c’è chi ha adottato il voto per corrispondenza, chi quello anticipato, chi addirittura si è spostato in avanti verso il voto elettronico.

Noi, invece, siamo ancora alle prese con le file per farsi autenticare le tessere elettorali per avere gli sconti sui biglietti, con la ricerca spasmodica dell’orario migliore per poter viaggiare e con la testa che va all’esborso economico. Chi decide di tornare a casa per votare deve rinunciare per forza ad altro: chi lo fa partendo dalla Calabria ancora di più.

Eppure, nessuno dei politici calabresi candidato alle elezioni ha ancora parlato di voto fuorisede: ci pensino quindi quegli studenti che affronteranno sacrifici economici e di tempo per votare. Il loro voto conta, nonostante a qualcuno questo non interessi.

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