Violato il sistema d'allarme nella serata del 15 agosto: ecco che cosa hanno rubato
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Un furto di enorme valore storico e artistico scuote il MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Nella serata del 15 agosto alcuni malviventi sono riusciti a entrare nelle sale espositive e a sottrarre alcune opere attribuite ad Antonello da Messina, eludendo i sistemi di sicurezza presenti all'interno della struttura. Il furto, secondo quanto riferito dalla direttrice, è avvenuto la sera del 15 agosto, intorno alle 21:50.
Il colpo ha interessato in particolare il Polittico di San Gregorio, una delle opere più importanti legate alla città e all'attività del grande pittore siciliano. I ladri hanno portato via tre delle cinque tavole oggi conservate del polittico, oltre alla preziosa tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in Pietà.
Quest'ultima sarebbe stata rimossa direttamente dalla teca blindata che la proteggeva, circostanza che rende particolarmente delicata la ricostruzione delle modalità con cui è stato messo a segno il furto.
Sul posto sono intervenuti gli investigatori e gli specialisti della polizia scientifica. Sono stati avviati i rilievi all'interno del museo per individuare eventuali tracce lasciate dai responsabili e ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'effrazione. Le indagini dovranno ora chiarire anche come sia stato possibile superare i dispositivi di sicurezza.
A causa del furto, il museo resterà chiuso nella giornata di oggi.
Il Polittico di San Gregorio
Il Polittico di San Gregorio, datato 1473, è una delle opere più significative di Antonello da Messina. Originariamente il complesso comprendeva sei tavole, ma una di esse è andata perduta. Oggi ne restano cinque, organizzate su due registri: nella parte principale si trovano la Madonna del Rosario in trono, San Gregorio Magno e San Benedetto; nella fascia superiore sono raffigurati l'Angelo annunciante e la Vergine annunciata.
La storia dell'opera è stata segnata da diversi eventi traumatici. Un intervento di restauro ottocentesco aveva già compromesso in parte la superficie pittorica, mentre il terremoto che devastò Messina nel 1908 provocò ulteriori danni. L'edificio che ospitava il museo crollò e le opere rimasero esposte alle piogge dei giorni successivi al sisma.
Nel corso del Novecento il polittico è stato sottoposto a diversi interventi di recupero e conservazione. Dal 2013 l'opera appartiene inoltre ai Beni Inamovibili della Regione Siciliana.
La tavoletta bifronte
Tra i pezzi portati via c'è anche una particolare tavoletta dipinta su entrambi i lati. Su una faccia sono raffigurati la Madonna con il Bambino benedicente e un francescano in adorazione, mentre sull'altra compare il Cristo in Pietà.
L'opera, secondo la ricostruzione fornita nel testo, era stata acquistata dalla Regione Siciliana nel 2003 attraverso un'asta. Per le sue caratteristiche, sarebbe stata concepita probabilmente come oggetto destinato alla devozione privata.
Il valore di Antonello per Messina
Antonello da Messina, vissuto nel Quattrocento, è considerato una delle figure centrali della pittura siciliana del Rinascimento. La sua produzione rappresenta uno dei punti d'incontro tra la cultura figurativa italiana e le innovazioni della pittura fiamminga.
La scomparsa delle opere dal museo messinese assume quindi un peso particolare non soltanto per il loro valore economico, ma anche per il rapporto con la storia artistica della città. Il Polittico di San Gregorio è infatti direttamente legato a Messina e rappresenta una delle testimonianze più importanti dell'opera di Antonello rimaste nella sua città.
Ora saranno le indagini a stabilire come sia stato organizzato il colpo e, soprattutto, dove siano state portate le opere. L'obiettivo degli investigatori sarà anche quello di recuperare quanto prima i dipinti e la tavoletta sottratti al patrimonio culturale siciliano.

