Il governatore si fa portavoce delle richieste degli autotrasportatori con il Governo e annuncia una visita a Roma per cercare nuove soluzioni. Fedralog sospende il fermo e ringrazia il presidente e Montuoro. Palazzo Chigi convoca il Cdm del 22 ottobre, il Viminale segue i rifornimenti: decisivo il tavolo con Salvini del 27
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La Calabria riapre la strada ai tir, ma la vertenza resta aperta. La decisione assunta da Fedralog nella serata del 21 ottobre interrompe il fermo dei servizi e porta allo scioglimento dei presidi dopo sei giorni di mobilitazione. Per imprese e cittadini si apre una tregua, mentre la risposta politica si concentra su due appuntamenti: il Consiglio dei ministri del 22 ottobre e il confronto con Matteo Salvini del 27 ottobre.
Roberto Occhiuto assume un ruolo centrale di raccordo tra le categorie in protesta e il Governo. Il presidente della Regione ha confermato di essersi fatto portavoce, nella serata del 21 ottobre, delle istanze degli autotrasportatori presso l’esecutivo. Nei prossimi giorni sarà a Roma per proseguire il confronto e cercare nuove soluzioni insieme al Governo. La tregua apre così uno spazio di mediazione istituzionale: riportare le richieste delle imprese al tavolo nazionale e lavorare perché gli impegni trovino risposte operative.
Il riconoscimento arriva anche da Fedralog, che nel comunicato sulla sospensione ringrazia Occhiuto e l’assessore Antonio Montuoro per l’impegno sulla Consulta regionale dell’autotrasporto. È un elemento concreto del rapporto costruito con la categoria, che torna a garantire i servizi senza rinunciare alle proprie rivendicazioni.
La tregua calabrese e il ruolo di Occhiuto
La svolta arriva dopo il confronto al presidio di Lamezia Terme. L’associazione motiva la sospensione con la responsabilità verso cittadini, imprese e filiere produttive: il fermo dei trasporti stava aggravando le difficoltà di approvvigionamento. La ripresa dei servizi serve ad alleggerire questa pressione, ma non equivale alla chiusura della vertenza.
Occhiuto aveva incontrato agricoltori e autotrasportatori al presidio di Falerna, rivendicando l’attenzione alle difficoltà del Mezzogiorno e annunciando il sostegno della Regione. In quell’occasione aveva richiamato uno stanziamento complessivo di 15 milioni di euro: 10 milioni per gli autotrasportatori e 5 milioni per l’agricoltura, riconoscendo al tempo stesso la necessità di interventi più ampi da parte del Governo e dell’Europa. Da qui il rilievo del confronto con l’esecutivo nazionale: affiancare agli interventi regionali misure in grado di dare respiro alle aziende.
Palazzo Chigi prepara il decreto, il Viminale segue i rifornimenti
Il dossier passa ora al Governo. Secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha convocato per il 22 ottobre un Consiglio dei ministri chiamato ad approvare un decreto con misure per l’autotrasporto e ulteriori risorse per l’agricoltura. Gli impegni annunciati devono quindi tradursi in provvedimenti: fino all’approvazione, contenuti e modalità operative restano da verificare.
Sul fronte della sicurezza e della circolazione delle merci si muove il Viminale. Il ministero dell’Interno ha disposto scorte ai mezzi di trasporto e controlli sui presidi illegali, mentre l’obiettivo è garantire continuità alle attività di carico e scarico e ai rifornimenti. Palazzo Chigi distingue le rivendicazioni del settore dai comportamenti che impediscono la libera circolazione e danneggiano le attività economiche.
Il 27 ottobre resta il banco di prova
La sospensione calabrese consegna alle istituzioni un margine per intervenire. Il passaggio decisivo resta però l’incontro del 27 ottobre con Salvini: Fedralog attende soluzioni concrete e avverte che, in assenza di risposte adeguate, la mobilitazione potrà riprendere, con un corteo di mezzi diretto a Roma.
La ripartenza dei servizi è dunque il primo effetto della tregua. Per trasformarla in una soluzione duratura serviranno misure capaci di incidere sui costi e sulla tenuta delle imprese. Il decreto annunciato e il tavolo ministeriale saranno i prossimi riscontri su cui gli autotrasportatori valuteranno la fiducia accordata al Governo.


