Provincia di Catanzaro

Abramo annulla l’acquisto di derivati bancari del 2007 da 216 milioni: «Interessi usurai, rischio dissesto»

Il presidente annuncia che sono in corso tutte le operazioni per cercare di salvare l'ente dal tracollo finanziario. In base a questa decisione l'Amministrazione non è più tenuta al pagamento di 60 milioni di euro euro fino al 2035

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27 gennaio 2022
12:12
Sergio Abramo
Sergio Abramo

«Sono in pieno svolgimento tutte le operazioni possibili per cercare di salvare la Provincia dal dissesto». Il presidente della Provincia di Catanzaro Sergio Abramo commenta così l’avvenuta pubblicazione sul sito istituzionale della determinazione del dirigente del settore finanziario, Salvatore Saraceno, con la quale l'ente intermedio ha deciso di annullare integralmente in autotutela una determinazione del maggio 2007 che aveva dato vita ad una complessa operazione di Swap da 216.202.560 di euro (escamotage finanziario con cui, all'epoca, moltissimi enti locali rimodularono i loro rapporti con gli istituti di credito) ripartita in quattro quote con le seguenti banche internazionali: Dresdner Bank (oggi Commerzbank) per una quota pari al 50%, Dexia Crediop per una quota pari al 16,66%, BNL per il 16,67% e Banca OPI (oggi Intesa Sanpaolo), per una quota pari al 16,67%.

Da quanto emerge da approfondite perizie tecnico-finanziarie e legali - si legge nella nota del Comune -, la struttura dell’operazione aveva una prevalente funzione di finanziamento, e complessivamente non una di copertura. Non era inoltre conforme, al momento dell’approvazione da parte della determinazione firmata nel 2007, alla disciplina vigente ratione temporis, che individuava i presupposti e le condizioni che legittimavano la sottoscrizione di strumenti derivati da parte degli enti locali.


La struttura dei derivati, oltre al consueto scambio di interessi, prevedeva al loro interno una componente di finanziamento atipico per gli enti locali. Prevedeva infatti che la Provincia incassasse un flusso di capitale positivo fino al 31.12.2016, per un totale di 48.523.994 euro, somma che avrebbe poi dovuto restituire alle banche a partire dal 30 giugno 2017 fino alla scadenza dei contratti (fino al 2035), con i relativi interessi aggiuntivi, stimati dagli esperti in 26.250.481 euro, di cui 11.618.597 euro già pagati negli anni.

Con l’azione di autotutela, la Provincia annulla gli atti che hanno dato vita all’operazione e, di conseguenza, non è più tenuta al pagamento di 59.260.878 euro fino al 2035, di cui 14.631.884 euro per interessi e 44.628.994 euro di capitale da rimborsare. Come precisato dalla delibera del Consiglio Provinciale del 21 gennaio 2022, la Provincia non è assolutamente in grado di far fronte a tali ingenti esborsi, la permanenza dei quali non consentirebbe all’ente di garantire l'assolvimento delle sue funzioni fondamentali, costringendo lo stesso Consiglio, verosimilmente ed in assenza di azioni decise in senso contrario, a deliberare lo stato di dissesto, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero.

«Si tratta di una complessa operazione in derivati – dichiara il presidente Sergio Abramo - strutturata nel 2007 dalle banche in modo tale da generare benefici certi alla Provincia nel breve-medio periodo (fino al 2016), scaricando però ingenti costi nel periodo successivo (dal 2017 al 2035), oneri superiori ai benefici ricevuti nella fase iniziale. Da quanto emerge da approfondite analisi tecniche di esperti finanziari internazionali che hanno assistito l’Ente in questa fase di analisi, le banche hanno indotto in errore l’allora dirigente della Provincia in quanto non esistevano scenari di guadagno per la Provincia con questa operazione, nel lungo periodo, indipendentemente dall’andamento di mercato, la Provincia avrebbe comunque pagato ingenti interessi senza possibilità di ottenere un risultato positivo».

«Questa amministrazione, considerando anche le difficoltà di bilancio, ha ritenuto di mettere la parola fine ad un’operazione finanziaria che comporta consistenti oneri non giustificati per la nostra comunità fino al 2035. Aver dovuto comunicare ai sindacati – prosegue - che nel mese di gennaio ci saranno ritardi nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti è stato sicuramente il momento più buio dei miei quasi vent’anni da amministratore. Ma si sta facendo un lavoro di squadra encomiabile e per questo sento di dover recitare più di un sentito ringraziamento: ai consiglieri provinciali, di maggioranza e di opposizione, che con grande senso di responsabilità hanno approvato un’importante delibera che prova a rimettere in piedi una situazione che, al momento, si presenta drammatica».

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