25 aprile a Bonifati, è ancora scontro a distanza tra partigiani e neofascisti

VIDEO | L'Anpi ha commemorato la festa della Liberazione: «Democrazia in Italia merito della Resistenza». Intanto la polemica con Forza Nuova è continuata: «Siamo l'unico Paese che celebra una sconfitta militare»

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di Francesca  Lagatta
25 aprile 2019
19:01
Un momento della manifestazione
Un momento della manifestazione

«I liberatori dell'Italia, quelli che hanno portato la democrazia in Italia, sono i partigiani, coloro che hanno combattuto contro il fascismo e hanno permesso che l'Italia fosse quello che è oggi, una nazione libera». Non ha dubbi Francesco Cirillo, giornalista, attivista ambientalista e militante Anpi, l'associazione nazionale dei partigiani d'Italia, che da Bonifati questa mattina ha ribadito l'importanza di commemorare il 25 aprile, giorno in cui la nazione festeggia la liberazione dall'oppressione nazifascista ad opera dei partigiani, insorti durante il secondo conflitto mondiale. Alla manifestazione hanno partecipato esponenti politici, sigle sindacali e associazioni. Tra questi, il segretario provinciale del Pd Cosenza Luigi Guglielmelli, la Cgil Tirreno Sibaritide Pollino e Libera.

La polemica con Forza Nuova

Alla vigilia della manifestazione, Bonifati è diventato il fulcro delle polemiche a causa di una manifestazione indetta dal partito di ispirazione neofascista Forza Nuova nello stesso giorno, nella stessa piazza, qualche ora più tardi, per omaggiare "i caduti della Rsi", ossia della Repubblica di Salò, il regime voluto dalla Germania nazista e guidato da Benito Mussolini, che oltretutto parte della storiografia e la prevalente dottrina internazionale definiscono «uno Stato fantoccio». Ma Rosario Castiglia, responsabile provinciale, a proposito dell'evento dice: «Noi non abbiamo sollevato nessuna polemica, continueremo a condurre la nostra giornata con sobrietà e rigore, e il solito stile che ci contraddistingue». E sul 25 aprile, intesa come festa della Liberazione, dichiara: «Noi non contestiamo nulla. Noi pensiamo che il 25 aprile sia una giornata che divide e non unisce gli italiani, perché siamo l'unico Paese che ricorda una sconfitta militare».

«La manifestazione andava vietata»

La manifestazione indetta dal movimento fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello è stata criticata aspramente nei giorni scorsi e da più parti è arrivata, invano, la richiesta di annullarla. Cirillo, dalla piazza di Bonifati, punta il dito contro «Prefettura, Questura e Digos che dovevano impedire che si creassero situazioni del genere in un paesino come Bonifati di tradizione antifascista, che ha vissuto sulla sua pelle le crudeltà di quel tempo». Poi ha concluso: «Noi siamo qui a dire che c'è anche un Italia diversa, una Calabria diversa».

La Cgil prepara un esposto alla Procura

Sulla questione è intervenuto anche Giuseppe Guido, segretario generale della Cgil Tirreno Sibaritide Pollino. «Da quelle lotte di resistenza siamo diventati uomini liberi, è nata la nostra Costituzione e oggi bisogna ricordare la memoria di quei caduti, partigiane e partigiani, non si può ricordare altro. Non è un derby tra comunisti e fascisti». Poi continua: «Contatteremo la procura della Repubblica per fare luce sulla manifestazione di Forza Nuova. È una manifestazione fascista, stanno violando la legge e la Costituzione. La Cgil si assumerà la responsabilità di denunciare, perché in questo Paese le manifestazioni fasciste sono vietate».

«È ignoranza storica»

Tra le tante figure venute a celebrare la fine del nazifascismo, c'anche suor Gabriella Arcangeli, che ha testimoniato la sua storia di resistenza. «A Bonifati in passato non potevano fare eventi di "coscientizzazione" sulla liberazione, non ci davano il permesso, e così ho lavorato con il teatro della memoria storica e abbiamo raccontato a tutti storie di resistenza». Quanto ad oggi, la suora dice: «Io credo che ci sia una grande ignoranza storica. Sono contenta che ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di secondo risorgimento, mentre il ministro Matteo Salvini ha fatto una battuta da ignorante, dicendo speriamo che non sia solo la festa dei comunisti. Questo è un pregiudizio molto grave».

 

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