«A 91 anni 4 ore su un muretto ad attendere il vaccino»: parla chi era in coda a Reggio

VIDEO | Anziani e accompagnatori lamentano la caotica organizzazione predisposta per la campagna vaccinale. Qualcosa nelle comunicazioni tra medici di base e Asp non ha funzionato (ASCOLTA L'AUDIO)

di Elisa Barresi
25 febbraio 2021
21:32

In centinaia tra gli ultra ottantenni e gli accompagnatori hanno da giorni preso letteralmente d’assalto il palazzo del consiglio regionale a Reggio Calabria. Qualcosa nell’organizzazione tra i medici di base e l’Asp non ha funzionato mandando in tilt il sistema di vaccinazione. Tanti anziani tutti ammassati per poter sentire il loro nome chiamato dai volontari della croce rossa e non perdere il turno dopo ore di attesa. «Siamo in fila dalle 6 del mattino e alle 10.30 ancora mancano una ventina di numeri prima che tocchi a mia madre che ha 91 anni e da 4 ore è seduta sul muretto di un aiuola».

Anziani in fila per ore

Questa è solo una delle decine di testimonianze che questa mattina abbiamo raccolto all’interno di quello che era un vero e proprio assembramento. Decine e decine di sedie sparse per far attendere gli anziani che, evidentemente confusi e disinformati, hanno fatto una fila interminabile, in alcuni casi durata due giorni. Proprio così, nella confusione più totale qualcuno, anzi molti, sono stati rimandati al giorno successivo ma la situazione non è di certo migliorata. Qualcuno dà la colpa alla disorganizzazione dell’Asp, qualcuno ai medici di base che non forniscono informazioni chiare, di certo, l’avvio in pompa magna di questa fase di vaccinazione ha fatto a pugni con il quadro desolante a cui i reggini stanno assistendo da giorni.


Sistema in tilt

Centinaia di nonnini sono arrivati ad orari non definiti e qualcuno, già dalle sei del mattino, ha deciso di organizzare autonomamente una lista appuntando i nomi in un foglio mandando ulteriormente in confusione l’organizzazione precaria e gli orari orientativi segnalati dai medici. Solo pochi giorni fa abbiamo sentito i responsabili dell’Asp che chiedevano maggiore collaborazione ai medici di base e auspicavano l’entrata in vigore del sistema di prenotazione per superare tutte queste difficoltà. Quello che è evidente è la mancanza di comunicazione, informazione e organizzazione. E questa mancata sinergia tra tutti i protagonisti e responsabili di questa fondamentale tappa della campagna vaccinale, finisce per pesare sulle fragili spalle di anziani cittadini che per mesi sono stati rinchiusi per tutelarsi e, proprio ora che dovevano essere messi in sicurezza, rischiano di più.

Si respira tanta rabbia e frustrazione nel vedere tanti anziani esposti a rischi, esausti nell’attendere ore e senza neppure una sedia perché, semplicemente, non bastano per tutti. E i familiari insorgono mentre gli organizzatori preferiscono non dare spiegazioni sui disagi evidenti. «Stanno vaccinando anche chi non era prenotato o non ha 80 – esclama un anziano in fila – e noi che a 80 anni non sentiamo bene dobbiamo ammassarci per non perdere il turno».

La rabbia di Falcomatà

Adesso anche la politica ha fatto qualche timido accenno. Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha portato la questione in Prefettura: «I nostri anziani, anche oggi, in fila per ore, disorientati, senza informazioni, senza assistenza e costretti a stare ammassati per poter sentire quando fosse il loro turno. È così che l'Asp intende gestire le vaccinazioni sul nostro territorio? Non possiamo rischiare - commenta ancora Falcomatà - che la campagna vaccinale si trasformi in un'occasione per creare assembramenti e nuovi focolai, soprattutto adesso che interessa gli ultra 80enni, i nostri nonni, la categoria che forse ha sofferto di più in questo ultimo anno a causa degli effetti della pandemia. Non si può continuare con questa approssimazione organizzativa mentre all'interno il personale medico e paramedico svolge, come sempre, un lavoro encomiabile! Oggi in Prefettura pretenderemo risposte chiare dai commissari Asp. Abbiamo chiesto, inoltre, al Commissario regionale per la sanità Guido Longo - conclude il sindaco Falcomatà - di farsi garante di una collaborazione con l'Asp reggina. Scene del genere non devono accadere mai più».

 

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