A Cetraro va in scena la legalità: la città costruisce bellezza e grida i nomi dei criminali in piazza

Al dibattito hanno preso parte anche don Ennio Stamile, don Antonio Coluccia e don Francesco Lauria. La serata ha riscosso grande successo di pubblico ed è stata presentata da Francesca Lagoteta, giornalista di LaC News24

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di Francesca  Lagatta
6 luglio 2022
22:00
Un momento della manifestazione
Un momento della manifestazione

Una manifestazione in piazza del Popolo per ribadire che i cittadini non gradiscono la presenza di certi personaggi nella comunità, tanto meno quei continui episodi di violenza che riportano sistematicamente la città sulle prime pagine dei giornali. E' quello che è accaduto ieri sera a Cetraro, durante il dibattito organizzato dal gruppo dei giovani dell'oratorio San Benedetto Abate: "Giornata della legalità, costruttori di bellezza". La manifestazione si è resa necessaria all'indomani dell'ennesimo agguato mafioso registrato ai danni di un concittadino, Guido Pinto, nella vicina Acquappesa. Lo scorso 21 giugno, nel giorno del 42esimo anniversario dell'agguato mortale perpetrato nei confronti di Giannino Losardo, l'uomo è stato ferito da cinque colpi d'arma da fuoco, presumibilmente sparati da un kalashnikov. Scampato alla morte per un soffio, il 47enne e padre di due figli si trova ancora ricoverato nel reparto di terapia intensiva del nosocomio bruzio.

L'evento

Dopo l'incontro del sindaco Ermanno Cennamo con il Prefetto Vittoria Ciaramella, ieri sera si è tenuta in piazza una manifestazione organizzata dal gruppo giovani dell'oratorio "San Benedetto Abate" e moderata da Francesca Lagoteta, giornalista di LaC News24. Al dibattito hanno preso parte: don Ennio Stamile, referente regionale di Libera; Ermanno Cennamo, sindaco di Cetraro; don Antonio Coluccia, fondatore dell'Opera don Giustino di Roma (bene confiscato alla mafia) che durante il suo intervento ha urlato i nomi dei malviventi; don Francesco Lauria, parroco della chiesa madre San Benedetto Abate di Cetraro; Francesco Maria Iorio, testimone della personale storia di riscatto, dall'omicidio alla laurea in carcere; Giuseppe Aieta, ex sindaco di Cetraro e attuale consigliere comunale; Marisa Manzini, sostituto procuratore della procura di Catanzaro. Quest'ultima ha detto: «Iniziative come queste riescono a rompere il muro del silenzio». Il magistrato ha anche cominciato il suo intervento con una frase attribuita al compianto giudice Paolo Borsellino: «La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità». E' stato anche un modo per ricordare ai presenti che il prossimo 19 luglio ricorrerà il 30esimo anniversario della strage di via d’Amelio. L'evento ha fatto registrare una grande presenza di pubblico, circostanza non di poco conto, e la presenza di tutti i parroci del territorio e delle forze dell'ordine.


Prossimo appuntamento il 18 luglio

L'impegno della città per arginare il fenomeno mafioso non si è esaurito con la manifestazione di ieri. Il prossimo 18 luglio in città si terranno i lavori del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal Prefetto di Cosenza. «Una straordinaria disponibilità della Prefettura - ha fatto sapere il sindaco Ermanno Cennamo -, che ha compreso pienamente la situazione sociale della nostra città e sta assumendo le iniziative per garantire la sicurezza dei cittadini e per ripristinare  quel clima di serenità che è indispensabile per una sana crescita della nostra comunità. La convocazione a Cetraro un atto importante che va nella direzione della sinergia istituzionale per far fronte comune ad ogni forma di violenza e di illegalità».

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