Accoglienza negata, don Pino Demasi: «La Shoah non è finita»

VIDEO | Il prete antimafia ospite della diocesi di Locri per un incontro sul tema integrazione in Europa e nel mondo: «Recuperare l’umanità». Presente anche Alfonso Cinquemani, presidente del centro Astalli di Palermo ed esperto di accoglienza

di Ilario  Balì
29 gennaio 2019
16:02
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L’integrazione necessaria dei migranti in Europa e nel mondo. E’ stato questo il tema di un incontro pubblico promosso dalla diocesi di Locri-Gerace guidata da monsignor Francesco Oliva. A confrontarsi con la platea Alfonso Cinquemani, presidente del centro Astalli di Palermo ed esperto di accoglienza, formazione e integrazione dei giovani migranti.

«E’ una sofferenza – ha ammesso Cinquemani - è incomprensibile il comportamento di questa politica che disconosce i principi fondamentali dell’umanità. Non si parla di leggi o permessi, qui si parla di uomini e donne che muoiono in mare, che vengono barattati e utilizzati come strumento di ricatto politico».

Presente dal 2004 nel cuore di Ballarò, il centro è una porta aperta ai bisognosi che ogni giorno accoglie centinaia di persone per ogni tipo di servizi. Un tema di stretta attualità anche per il prete antimafia don Pino Demasi, secondo il quale è fondamentale recuperare l’umanità perduta. «Ieri abbiamo ricordato la Shoah – ha rimarcato il referente di Libera - purtroppo non è finita. Se anche oggi continuano i respingimenti e i massacri, continua l’annientamento della persona. E’ necessario ripartire da un’umanità condivisa, per creare una cultura che rispetti la dignità dell’uomo».

Giornalista
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