Arsenale ritrovato a Rende: l'indagine passa alla Dda

Secondo gli inquirenti la 'santabarbara' rinvenuta potrebbe essere a disposizione di una cosca del Cosentino. Ecco perche' nei giorni scorsi la Procura di Cosenza ha trasmesso il fascicolo ai colleghi della Dda di Catanzaro

di Redazione
13 maggio 2016
12:48

Cosenza - Passa alla Dda di Catanzaro il fascicolo sul sequestro dell'arsenale scoperto nelle scorse settimane in un box a Quattromiglia di Rende. Le armi, tra le quali due Ak 47 Kalashnikov e due Thompson, un mitra Sten e uno Tommy Gun, erano occultate alcune dentro a borsoni e altre in buste di plastica. All'interno del box e' intervenuto anche personale della polizia scientifica, l'artificiere e personale della polizia stradale. Il valore indicativo delle armi e' di circa 100 mila euro al mercato nero.

 


Secondo gli inquirenti la 'santabarbara' rinvenuta potrebbe essere a disposizione di una cosca del Cosentino. Ecco perche' nei giorni scorsi la Procura di Cosenza ha trasmesso il fascicolo ai colleghi della Dda di Catanzaro. La polizia ha rintracciato il proprietario del box e il custode. Non ci sono contratti di locazione in essere. Tra le armi rinvenute anche mitragliatrici, due pistole mitragliatrici, un fucile mitragliatore, un fucile a pompa, due moschetti, due fucili, due pistole e migliaia di proiettili.

 

Dalle indagini emerse che fu Francesco Attanasio, reo confesso dell'omicidio di Damiano Galizia (trovato morto in un appartamento della zona universitaria di Rende), a rivelare alla polizia la presenza di quel box che a suo dire poteva contenere materiale pericoloso. Il box lo aveva affittato Damiano Galizia tramite Attanasio, il quale pero' avrebbe fatto solo da intermediario. Le indagini sull'omicidio restano pero' alla Procura di Cosenza.

 

Francesco Pirillo

 

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