ALL IDEAS | Le piazze di spaccio a Germaneto, Pistoia e Catanzaro Lido

Il gruppo arrestato questa mattina si era scisso dall'associazione guidata da Santo Mirarchi. Acquistavano la droga da Reggio Calabria e San Calogero

di Luana  Costa
26 febbraio 2018
13:12

A nemmeno una settimana di distanza dalla precedente operazione antidroga denominata "Passo di Salto" che aveva colpito al cuore la principale piazza di spaccio nel capoluogo catanzarese, i carabineri sono tornati nei quartieri a sud della città spezzando un'articolazione dell'associazione resasi nel tempo indipendente. E' lo stesso collaboratore di giustizia, Santo Mirarchi, a spiegare agli investigatori le evoluzioni delle attività di approvvigionamento e cessione della droga nei quartieri Pistoia e Aranceto di Catanzaro.

 


Le attività

"Posso riferire - racconta il pentito - che inizialmente, fin dal 2006, Amato Marcello si è rifornito di cocaina da me dopo che in precedenza lo stesso che trattava la cocaina insieme ad un altro soggetto rom detto ”a Bifaru” di nome Mimmo si era diviso da quest'ultimo che aveva a sua volta riservato a se stesso il canale di rifornimento originario che avevano. Amato Marcello veniva coadiuvato dai fratelli Damiano e Carmine Amato detto ”Carmiinuzzu”, nonché dal cugino Fabio Buccino. In particolare, è capitato che Amato Damiano e Buccino Fabio venissero da me a pagarmi direttamente la fornitura di cocaina che avevo dato ad Amato Marcello, mentre Amato Carmine svolgeva prevalentemente l'attività di vendita ai consumatori compresi quelli da noi detti "d'oro” perchè acquistavano significative quantità di stuefacente per il loro uso. Da me gli Amato acquistavano settimanalmente tra i 50 e 100 grammi di cocaina che io vendevo al prezzo di 50 euro al grammo".

 

La scissione

"Dal 2008 - spiega ancora Santo Mirarchi - gli Amato, e in particolare Marcello Amato, hanno individuato un loro canale di approvvigionamento di sostanza stupefacente in particolare come ho appreso anche nel corso dei miei giri presso i diversi canali di approvvigionamento gli stessi Amato si rifornivano di sostanza stupefacente del tipo cocaina nella provincia di Reggio Calabria, a San Calogero presso il soggetto che conosco con il nome di Nicola e che è titolare di un frantoio e che ha un fratello che abita in una casa posta alle spalle dell'abitazione di Nicola nonchè presso una concessionaria di autovetture che si trova nel paese posto a ridosso dell'uscita dell'autostrada Salerno - Reggio Calabria, nella zona del Vibonese, e in particolare che precede l’uscita di Mileto, dove è posta una vendita di mezzi meccanici (camion, gru ed escavatori). Posso dire, ad esempio, che qualche volta in cui mi recavano da Nicola di San Calogero lo stesso mi riferiva che era passato a rifornirsi di stupefacente anche Marcello Amato".

Il rifornimento alle piazze di spaccio 

Posso dire che gli Amato una volta individuati i loro autonomi canali di approvvigionamento e quindi fino al 2008 hanno iniziato a
vendere all’ingrosso rifornendo gli spacciatori della comunità rom di Germaneto, Pistoia e Catanzaro Lido. Aggiungo altresi che approfittando del mio arresto gli stessi avevano occupato anche il mercato dei rom che era rifornito da me; quando tuttavia sono uscito dal carcere io progressivamente ho ripreso il controllo del mio mercato".

 

Luana Costa

Giornalista
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