Piana di Gioia Tauro, i ponti si sbriciolano e la Città metropolitana non interviene

VIDEO | Ad Anoia e Oppido preoccupano le condizioni dei due ponti che necessiterebbero di lavori strutturali urgenti, mentre a Rizziconi ancora si attende la ricostruzione di quello crollato dieci anni fa

496
di Francesco Altomonte
9 febbraio 2020
12:03
Il ponte tra Oppido e Messignadi
Il ponte tra Oppido e Messignadi

Il territorio calabrese si sbriciola, le sue strade cadono a pezzi, i suoi ponti rischiano di provocare nuove tragedie. In questo scenario quasi apocalittico, non fa eccezione la provincia reggina che in fatto di manutenzione della rete viaria e infrastrutturale non è di certo all’avanguardia. Nella piana di Gioia Tauro ci sono alcuni casi preoccupanti che da anni, ormai, vengono ignorati. D’altronde, il crollo del Morandi è ormai lontano e la sicurezza dei ponti può essere rimandata alla prossima tragedia.    

Il ponte che fa paura

Il nostro viaggio parte dal viadotto che collega Oppido Mamertina con la frazione di Messignadi. Le condizioni della struttura destano apprensione tanto che nel 2018 il sindaco dell’epoca, Domenico Giannetta, aveva fatto un’ordinanza per impedire il transito dei mezzi pesanti. Dopo due anni, il cartello è ancora lì, ma non c’è più nessun divieto anche se le condizioni della struttura continuano a peggiorare.

...Quello crollato 10 anni fa

Da Rizziconi, sembrerebbero arrivare buone notizie, anche se quando c’è di mezzo la burocrazia calabrese è sempre meglio andarci con i piedi di piombo. «Il ponte di Drosi sul fiume Budello – ha dichiarato il sindaco di Rizziconi Alessandro Giovinazzo – che collegava la nostra popolosa frazione con la Statale 111 e, quindi, a Gioia Tauro e allo svincolo autostradale è crollato 10 anni fa e non è mai stato ricostruito. I tecnici della città metropolitana ci hanno assicurato, finalmente, che dovrebbero partire con la palificazione, quindi con la struttura portante del ponte, le rampe».

Grido di aiuto inascoltato

In attesa di vedere aprire realmente il cantiere e iniziare i lavori, che costeranno circa 360mila euro, facciamo un salto ad Anoia, dove c’è un sindaco che da anni chiede aiuto alla città metropolitana senza essere ascoltato. «Alla fine, ci siamo scocciati – ha sottolineato il primo cittadino Alessandro Demarzo - e abbiamo messo in sicurezza il ponte con fondi comunali e della protezione civile regionale. La parte centrale era tutta vuota e, quindi, molto pericolosa».

A rischio crollo

La condizioni della parte inferiore non sembrano ottimali, ma è soprattutto quella di consolidamento del ponte che preoccupa: il pezzo centrale si è staccato, il cemento e il ferro sono stati erosi dall’acqua. «La città metropolitana – ha attaccato Demarzo – non ha fatto nessun intervento, denotando una grande irresponsabilità. Sono solo venuti dei tecnici a fare una verifica e quando hanno guardato giù dal ponte si sono allarmati perché hanno visto che una parte di consolidamento del ponte si era staccata mettendo in serio pericolo la stabilità della struttura. Qui rischia il ponte rischia di crollare».

La tragedia dimenticata

È giusto ricordare ai governanti con la memoria corta che nel 2008, poco lontano da Anoia, nel crollo del ponte sul Vacale a Polistena perdeva la vita Vincenzo Valerioti. Il passato, però, non pare avere insegnato granché.

guarda i nostri live stream
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio