Alta velocità “farlocca”, la protesta arriva a Lamezia: «Non siamo cittadini di Serie B»

VIDEO | Il movimento 24 agosto punta il dito contro linee ferroviarie vetuste che non consentono ai convogli di viaggiare alle stesse condizioni del Nord. Ma il prezzo del biglietto rimane comunque uguale

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di Tiziana Bagnato
20 giugno 2020
13:39

L’Alta Velocità in Calabria? Una presa in giro, l’ennesima trovata pubblicitaria, l’ennesima sconfitta per il Sud. La pensano così gli aderenti al movimento 24 agosto che stanno portando la loro protesta in giro per la punta dello Stivale presidiando le stazioni che rientrano nelle tappe del Frecciarossa che avrebbe l’onere e l’onore di avere portata l’Alta velocità in Calabria.

 


Oggi è toccato a Lamezia Terme. Anche qui hanno manifestato il loro disappunto, sollevato questioni e temi, puntato il dito. A partire dalle linee ferroviarie che non consentono ai treni di raggiungere da Salerno in giù quel rapporto chilometri/tempo necessario affinché si possa parlare di alta velocità secondo quanto stabilito dalle direttive europee.

 

Eppure, i calabresi pagano per viaggiare sul Frecciarossa tanto quanto chi viaggia effettivamente ad alta velocità, con un aggravio di spesa del quaranta per cento. «Non siamo una colonia – ha affermato Giuseppe Corapi, referente regionale del movimento – siamo calabresi, siamo cittadini italiani e vogliamo gli stessi diritti».

 

A fargli eco Mirko Isabella, del circolo Comuni dell’Amato: «È il momento di attuare quello che è il principio di uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 comma 2 della nostra Costituzione, altrimenti dobbiamo concludere che non esiste un’unica Italia».

 

«In questo momento sulla linea Salerno-Reggio Calabria il Frecciarossa riesce a raggiungere al massimo i 150 chilometri orari, mentre nel resto del Paese raggiunge di 300 chilometri orari, di alto è rimasto solo il biglietto», spiega Antonio Talarico del movimento 24 Agosto di Lamezia. Non convince nemmeno l’annuncio del ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli che vorrebbe mettere mano alla tratta ferrata Salerno Reggio Calabria con 40 milioni di euro. Briciole se si pensa che per quella Milano-Venezia ne sono stati accantonati 380.

Giornalista
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