Si anima il dibattito

Alta velocità, il Comune di Paola sapeva dei piani di Rfi ma ha deliberato ugualmente l’elisuperficie

L'atto del comune è del 15 marzo ma la lettera della Rete ferroviaria porta la data del 27 gennaio e già spiegava che quell'area sarebbe stata trasformata nel cantiere per la posa dei binari

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di Francesco Frangella
5 agosto 2022
12:46

Da circa due giorni, precisamente da quando i tecnici di Rete ferroviaria italiana (Rfi) e Italferr hanno illustrato il progetto del raddoppio della tratta ferroviaria Paola/San Lucido Marina-Cosenza e della nuova galleria Santomarco, il tema all’Alta Velocità ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria ha preso a tenere banco alle pendici del Santuario.

Rimasta in sordina per sette mesi abbondanti, giusto quelli che sono serviti per organizzare truppe e candidati in vista dell’appuntamento elettorale di giugno - quando la passata amministrazione “di salute pubblica” (poi divenuta “la nostra Paola”) è uscita malconcia dal primo turno - la questione è tornata prepotentemente d’attualità nel momento in cui Rfi ha aperto ufficialmente il dibattito pubblico, preliminare alla posa in opera delle infrastrutture progettate.


Tuttavia, tenendo presente la missiva che lo scorso gennaio è pervenuta all’attenzione di sindaco e uffici preposti, nella quale Rfi ha addirittura fornito gli allegati necessari a prendere consapevolezza di ciò che verrà realizzato nella Città del Santo, saltano all’occhio alcune incongruenze. La più evidente, che sarebbe il caso di spiegare alla cittadinanza, riguarda la conversione dell’ex area mercatale di contrada Pantani in elisuperficie, un’operazione condotta a marzo dall’esecutivo guidato dall’ex sindaco Roberto Perrotta.

A quasi due mesi dalla comunicazione con cui Rfi ha reso evidenti le sue intenzioni riguardo l’assetto dell’Alta velocità su costa tirrenica ed entroterra, dalle parti del Sant’Agostino hanno preferito agire come se nulla fosse, deliberando la “concessione gratuita area mercatale per trasformazione in elisuperficie per utilizzo di elicotteri della protezione civile e di tutte le altre forze dell’ordine aree oltre all’elisoccorso 118”.

L’atto, datato 15 marzo (la lettera della Rete ferroviaria italiana risale al 27 gennaio), è stato approntato per autorizzare – poi – un’altra serie di lavori, tra i quali la realizzazione di bretelle di collegamento stradale con l’ospedale San Francesco e una bonifica straordinaria (da oltre 10mila euro) del sito, il tutto ovviamente a carico della collettività.

Come sia stato possibile agire in tal senso quando era chiaro che Rfi avrebbe trasformato l’intera area nel cantiere per la posa dei binari dell’Alta Velocità e per i lavori di escavazione del doppio tunnel da affiancare al Santomarco “originale”, è un mistero che gli ex amministratori farebbero bene a spiegare, perché ingenti sono stati gli interventi finanziari posti in essere che, alla luce del dibattito pubblico odierno, rischiano di vedersi vanificati.

Nel frattempo l’elisuperficie è stata messa a disposizione di un’associazione che, già durante le celebrazioni patronali dello scorso mese di maggio, l’aveva adibita per un utilizzo diverso dal soccorso, predisponendo giri in elicottero a pagamento (nella réclame si faceva riferimento ad un “rimborso benzina”) da proporre a quanti intendevano fare un giro sulla Città in festa.

La proposta di deliberazione, avanzata e votata dall’ex assessore al patrimonio Antonio Penna, è stata poi approvata grazie al placet dell’ex primo cittadino Roberto Perrotta, della sua vice Marianna Saragò e dell’assessora Grazia Surace (assenti Salvatore Romito per i Lavori Pubblici e Alessio Samà, ex delegato al Manutentivo).

Ora non resta che attendere per capire quali siano state le contromisure “reali” che il Comune ha predisposto per contrastare le decisioni, molto impopolari, assunte da Rfi.

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