La decisione

Amantea, il Comune fa ricorso al Consiglio di Stato sul referendum per la scissione da Campora

Il consiglio comunale ha approvato all'unanimità la proposta postata in assise dopo che il Tar non ha bloccato le procedure sulla separazione della popolosa frazione e la conseguente unione a Serra d'Aiello

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di Redazione
12 ottobre 2022
10:15
Campora San Giovanni
Campora San Giovanni

È la frazione più popolosa di Amantea, anzi un vero e proprio piccolo paese, e lo scorso giugno il Consiglio regionale ha dato il via libera all’indizione del referendum consultivo con cui si demanda ai cittadini residenti a Campora San Giovanni la modifica dei confini territoriali.

In poche parole staccarsi da Amantea e unirsi con il comune confinante Serra d’Aiello, e dalla fusione dei due centri potrebbe nascere un nuovo comune chiamato Temesa. Nelle menti delle persone della popolosa frazione è già radicato il sentimento di “indipendenza”, però il neo eletto sindaco Vincenzo Pellegrino e la sua amministrazione comunale ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, con il fine di sospendere il referendum.


«Il consiglio comunale di Amantea, nella seduta di martedì 11 novembre, ha approvato all’unanimità la proposta di ricorrere al Consiglio di Stato avverso il pronunciamento del Tar – Calabria del 22 settembre 2022. Il riferimento è alla richiesta non accolta circa la sospensiva del referendum sull’accorpamento dell’abitato di Campora San Giovanni con il Comune di Serra d’Aiello», si legge in una nota.

«Ad illustrare con dovizia di particolari - prosegue la nota -, ad inizio dell’assise presieduta dalla presidente, Fiammetta Guido, le motivazioni tecnico-giuridiche alla base della scelta di ricorrere al secondo grado della giustizia amministrativa, è stato l’assessore Marco Gerolamo Osso, che ha anche tenuto a spiegare come dallo stesso pronunciamento si rilevi l’assenza di un’attenta valutazione delle diverse e circostanziate motivazioni addotte nel ricorso del Comune di Amantea. Da qui la necessità di rivolgersi al Consiglio di Stato. Sulla delicata questione sono poi intervenuti i consiglieri di maggioranza, Arturo Suriano, e della minoranza Luigi Socievole. È stato poi il sindaco Vincenzo Pellegrino a descrivere con il quadro della situazione e le evidenze politiche che validamente sostengono la volontà del primo cittadino e dell’amministrazione comunale di ricorrere al secondo grado della giustizia amministrativa».

«Il sindaco – ha in sintesi argomentato Pellegrino – similmente al Capo dello Stato che rappresenta l’unità nazionale, non può che rappresentare l’unità della città. È un dovere istituzionale sul quale non ci possono essere deroghe o tentennamenti. E la mia posizione è sempre stata chiara, a difesa dell’unicità del nostro territorio. Il primo cittadino, poi, deve tutelare, anche dal punto di vista della correttezza giuridica, le diverse posizioni in campo, sia di chi sostiene le ragioni del referendum e sia dei cittadini di Campora che invece queste ragioni non le sostengono. Ed è anche per questo che il ricorso al Consiglio di Stato è un atto dovuto più che una scelta, proprio per avere certezza sulla sostenibilità delle tesi poste alla base del processo referendario, a cominciare dai dati sul numero dei residenti del Comune di Amantea».

Il sindaco ha poi affrontato un altro aspetto della vicenda che riguarda i profili democratici e di civile convivenza che devono, in ogni caso, governare un percorso così complesso come la potenziale perdita di una parte così importante della città. «Qualsiasi sia il risultato del referendum, se si dovesse celebrare – ha spiegato Pellegrino – questa amministrazione ne prenderà atto, fermo restando che si tratta di un referendum consultivo e che le decisioni ultime saranno del governo regionale. In capo al sindaco, anzi direi ai sindaci coinvolti, come abbiamo già avuto modo di condividere in queste settimane con il collega Antonio Cuglietta, primo cittadino di Serra d’Aiello, ci sono poi il dovere e la responsabilità di preservare, in questa vicenda, la massima serenità dei comportamenti di ognuno, di evitare qualsiasi eventuale degenerazione e di agevolare il pubblico dibattito e le eventuali operazioni di voto, che dovranno contenersi nell’alveo della civile convivenza, come sono certo sarà. Non saranno, tuttavia, tollerate manifestazioni che possano disturbare il realizzarsi del legittimo processo democratico e procurare ferite tra i cittadini di Campora, Amantea e Serra d’Aiello».

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