Omicidio Vangeli

«Amputata nel cuore e nello spirito»: il dolore e il coraggio di una madre che non si arrende

Quattro anni anni fa la scomparsa di Francesco Vangeli, il giovane vittima di lupara bianca. Da quel giorno è iniziata la battaglia di mamma Elsa e dei familiari per chiedere giustizia e verità

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di M. S.
9 ottobre 2022
12:45
Elsa Tavella e nel riquadro Francesco Vangeli
Elsa Tavella e nel riquadro Francesco Vangeli

«Amputata nel cuore e nello spirito»: è un dolore straziante, di quelli che ti costringono a sopravvivere in un mondo che ormai «non ti appartiene». Così si sente una donna a cui hanno tolto l’amore più grande, questo prova mamma Elsa privata ormai da quattro anni del figlio che così violentemente le hanno strappato.

Francesco Vangeli forse ha pagato con la vita l’amore per una donna che riteneva portasse in grembo suo figlio. Aveva solo 26 anni. È scomparso nella notte tra l’8 e il 9 ottobre del 2018. La sera ha salutato sua madre e i suoi cari, è uscito dalla sua casa di Scaliti di Filandari, nel Vibonese. Da quel momento il nulla. Inghiottito nel buio di quella che sarà la notte più nera per mamma Elsa e la famiglia. Probabilmente adescato in una trappola, ferito a colpi d’arma da fuoco, agonizzante messo in un sacco e gettato nel fiume, la sua auto data alle fiamme. 


Da quel giorno gli occhi di mamma Elsa sono diventati emblema del dolore più straziante, gli occhi disperati di chi ha perso la cosa più preziosa. Ma sono anche gli occhi di una donna che non si arrende, che urla giustizia e verità. È una madre che da quel giorno combatte per riavere almeno ciò che resta del figlio: «Niente riporterà indietro Francesco, ma almeno pretendo di poter portare un fiore sulla sua tomba».

«La morte della persona che ami più della tua stessa vita, ti lascia lo strazio del dolore, il vuoto dell' assenza… Rifiuti di rassegnarti a quel vuoto incolmabile. Ti senti amputata nello spirito, nel cuore, nel corpo. Ti senti una diversa. Hai il mondo ma non ti appartiene...» - scrive mamma Elsa su facebook. «Folle ti circondano ma senti la solitudine che ti opprime. Se ti guardi attorno vedi il tutto, ma nel tutto ti manca la cosa più importante. Ti manca il bene più grande, il più prezioso e vitale... Manca tuo figlio e ti senti una piccola goccia che si asciuga nel deserto della vita».

Giornalista
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