Catanzaro, l'anno giudiziario offuscato dalle inchieste sui magistrati

VIDEO | È intervenuto anche il capo della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri che sta già lavorando alla costruzione di una nuova aula bunker, in cui svolgere i maxiprocessi

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di Luana  Costa
1 febbraio 2020
13:48

A Catanzaro l'anno giudiziario si apre macchiato dall'onta delle inchieste giudiziarie che hanno scosso fino alle fondamenta i Palazzi di giustizia. E in particolare, la Corte d'Appello e la Procura, entrambe finite nell'occhio del ciclone per le indagini aperte sul magistrato Marco Petrini, accusato di corruzione aggravata in atti giudiziari, ma anche per l'allontanamento dal distretto dell'ex procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro Vincenzo Luberto e dell'ex procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, entrambi trasferiti a Potenza. Non elude la questione il presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, nel corso della cerimonia di apertura del nuovo anno giudiziario.

 

Il caso Lupacchini

Pochi e impliciti i riferimenti, invece, al convitato di pietra, l'ex procuratore generale Otello Lupacchini trasferito e demansionato alla Procura di Torino dopo il procedimento disciplinare aperto dal Consiglio Superiore della Magistratura, presente questa mattina a Catanzaro con la consigliera Elisabetta Chinaglia, che non ha mancato di ribadire e rafforzare la posizione dell'organismo di autogoverno della magistratura: «Siamo schierati a difesa della magistratura di Catanzaro a fronte di critiche generiche tali da generare e indurre la convinzione che la criminalità organizzata sia invincibile e che sia inutile ogni azione giudiziaria». La componente del Csm ha poi espresso una pesante censura nei confronti della magistratura: «Gli ultimi accadimenti non possono essere liquidati come casi eccezionali, bisogna invece constatare che sono avvenute nel corso degli ultimi anni delle modificazioni in termini di caduta morale all'interno del corpo della magistratura. Come testimoniato del resto dal sensibile aumento di magistrati coinvolti in procedimenti penali e disciplinari non derivanti da meri illeciti funzionali».

 

La richiesta di una nuova aula bunker

Le funzioni di Lupacchini sono state temporaneamente assunte da Beniamino Calabrese, Avvocato generale dello Stato presso la Procura Generale. Per lui oggi una relazione asciutta e incentrata sulle attività svolte dal distretto, così come il breve intervento del capo della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri, che si è rivolto al presidente della Corte d'Appello e alla consigliera del Csm: «Lei in questi anni ci è stato molto vicino - ha chiarito Gratteri rivolto a Introcaso - perchè è grazie a lei che siamo riusciti ad organizzare anche sul piano fisico una Procura degna di questo nome. La ringrazio non solo per il sostegno che lei ci ha fornito per la costruenda Procura di Catanzaro, i cui lavori sono in stato avanzato ma anche per ciò di cui lei si sta occupando in qusti giorni. Siamo stati ricevuti dal ministro della Giustizia per la costruenda aula bunker, perchè noi dobbiamo preoccuparci della celebrazione dei processi nei distretti di Catanzaro altrimenti l'alternativa è l'aula bunker di Palermo. Noi abbiamo portato al ministero delle opzioni valide che il ministro ha prontamente accolto».

 

Aumento organici

Si è poi rivolto alla rappresentante del Csm: «Lei sa che in questo momento sul tavolo del Csm c'è l'aumento della pianta organica di 600 unità. La preghiera che le rivolgo è quella di prestare attenzione ai bisogni di questo distretto soprattutto per quanto riguarda i Tribunali del distretto. Nel prospetto inviato al ministero per quanto riguarda Catanzaro è previsto l'aumento di un posto alla Procura distrettuale e due al Tribunale che ritengo però insufficienti perchè serve un aumento di due unità alla Procura distrettuale di Catanzaro e di quattro giudici al Tribunale. Una richiesta che dipende dagli impegni derivanti dai maxiprocessi che stanno per avviarsi». Un'ultima preghiera Gratteri l'ha rivolta al rappresentante del ministro della Giustizia Mario di Iorio: «Da tre anni risultano bloccate le tavole delle sezioni di polizia giudiziaria, noi a Catanzaro vantiamo uno scoperto di diciotto unità».

 

Luana Costa 

 

 

 

 

Giornalista
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