'Ndrangheta, 160 clan e 4mila affiliati. Gratteri: «I calabresi non sono omertosi»

VIDEO | Numeri importanti quelli esposti dal presidente della Corte d'Appello di Catanzaro Domenico Introcaso nella cerimonia di apertura dell'Anno giudiziario di Catanzaro. Tra gli interventi anche quello del procuratore generale Lupacchini

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di Rossella  Galati
26 gennaio 2019
14:26

«Nella regione Calabria vi sono 160 organizzazioni criminali per un numero di 4389 affiliati. Di essi 2086 sono presenti nel distretto di Reggio Calabria e 2303 nel distretto di Catanzaro con un ulteriore primato negativo». I dati del fenomeno criminale al centro della relazione del presidente della Corte d’Appello di Catanzaro Domenico Introcaso nel corso della relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 che sottolinea come l’esercizio del crimine oggi si esprime in forme di impresa articolata su sofisticate gestioni e assegnazione di ruoli.

Ingiusta detenzione 

E poi il procuratore generale Otello Lupacchini a porre l’accento sull’ingiusta detenzione. Nel 2017 il distretto di Catanzaro ha speso per gli indennizzi 8 milioni e 900 mila euro. Più del doppio di quanto si è speso per i casi della capitale. «Il distretto con il maggior numero di casi indennizzati è quello della Corte d’Appello di Catanzaro che per il sesto anno consecutivo si è confermata tra i primi tre posti con 158 persone che nel 2017 hanno subito una ingiusta detenzione. Seguono i distretti di Roma con 137 e di Napoli con 113. Catanzaro e Roma – sottolinea Lupacchini - sono anche le città in cui lo Stato ha speso di più in risarcimenti liquidati alle vittime di ingiusta detenzione».

L'appello di Gratteri

Un appello invece arriva dal procuratore Nicola Gratteri che si rivolge direttamente ai cittadini del distretto: «Continuate ad inondarci di denunce, di esposti e di richieste per essere sentiti. Ormai da due anni e mezzo ho istituito un ufficio dove tutte le parti offese, le persone vessate, usurate, gli estorti possono venire ad incontrarmi. Ricevo tutti. Ci sono circa 300 persone in attesa di essere ricevute. Io almeno una volta alla settimana dalle 14 alle 21 ricevo tutti. Questo dà grande fiducia ai cittadini. I calabresi non sono omertosi, i calabresi non sanno con chi parlare. Se nessuno bussa alla porta di un procuratore o di un sostituto vuol dire che non siamo credibili. Se la gente ci cerca vuol dire invece che quantomeno spera di poter risolvere il suo dramma. Per noi può essere piccolo ma per loro è la vita».

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