Annullate le lezioni scolastiche per i detenuti di Paola, proteste

Indetta una manifestazione per questa mattina innanzi alla sede Atp di Cosenza

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di Francesca  Lagatta
29 maggio 2019
09:56
Il carcere di Paola
Il carcere di Paola

Lo scorso sabato i docenti titolari afferenti all’Ipseoa “San Francesco di Paola”, in servizio alla casa circondariale di Paola per il corso serale di studi, si sono visti recapitare per mail una missiva in cui si notificava il soprannumero per l’anno scolastico 2019/2020. In sostanza, la lettera spiegava a 14 insegnanti che l'anno prossimo non potranno tenere alcuna lezione nel prossimo anno. I detenuti, una ottantina quelli iscritti a Paola, non potranno più studiare.

Blocchi e disagi ovunque

Stando a quanto trapelato nelle ultime ore, si apprende che anche per i penitenziari di Cosenza, Castrovillari, Rossano e Trebisacce dovrebbe palesarsi stessa situazione, estesa anche a tutti i corsi serali per adulti. I docenti, appurata la notizia, hanno subito diffuso un duro comunicato stampa. «Si rende noto che tale provvedimento avrà come immediata ricaduta, drammatica e paradossale: la perdita di più di 200 posti di lavoro - si legge nella nota -. Tanti sono infatti i docenti soprannumerari che a questo punto inizieranno un calvario di viavai da una sede all’altra e da un territorio all’altro». E non è l'unico dramma: «A migliaia di individui già iscritti ai corsi serali ed ai corsi rivolti ai detenuti viene precluso il diritto all’istruzione secondaria di secondo grado. Perché questo provvedimento? Quale motivazione ha spinto chi, ad adottare una decisione così brutale e folle nei modi e nelle ripercussioni?»

La preside Cupello, dirigente dell'Ipseoa di Paola, ha cercato in ogni modo di scongiurare la chiusura dei corsi, ma il suo grido d'allarme è stato ignorato.

La protesta

Il sindacato autonomo di base S.A.B., fa sapere che si unirà alla manifestazione organizzata da “I docenti precari di ruolo” che avrà luogo nella la sede dell’Atp questa mattina alle 11:00. «Si prega di intervenire in massa per far sentire la propria voce e ristabilire i propri diritti - è scrive in un comunicato il segretario generale Giovanni Fiorentino -. La forza del sindacato siete voi». I docenti assenti alla manifestazione - si sa sapere - saranno impegnati a scuola per «senso del dovere e responsabilità verso gli studenti».

La lettera del sindacato

L’organizzazione sindacale ha inviato una lettera al direttore dell'Urs Calabria. «I corsi serali e delle case circondariali della provincia di Cosenza sono stati dichiarati in soprannumero come atto consequenziale della determinazione dell’organico di diritto da parte dell’ATP di Cosenza - si legge -. Nel sottolineare l’altissima valenza sociale, inclusiva e culturale delle scuole funzionanti in tali sedi corre l’obbligo di evidenziare che nel determinare la dotazione organica di diritto assegnata ai percorsi Cc e serali, a parere dello scrivente - Giovanni Fiorentino -, era necessario salvaguardare le classi già funzionanti con il relativo monte ore di cattedre per evitare le situazioni di soprannumerarietà e le inevitabili proteste da parte degli interessati». Inoltre, «i docenti titolari in organico di diritto, adesso si trovano nella condizione di soprannumerarietà e partecipano obbligatoriamente alla mobilità di mobilità, e le ore di cattedra dei posti ricoperti finiranno per essere occupate dalle assegnazioni/utilizzazioni provvisorie o dai supplenti. Non si capisce bene quale sia stata la procedura seguita nella determinazione di questo organico di diritto in quanto, a parere dello scrivente, tutta la normativa sugli organici è stata disattesa forse, pare, per una contorta ripartizione delle ore che ha visto soccombere le scuole in oggetto». Pertanto «si chiede un sollecito intervento per risolvere una grave ingiustizia e un problema penoso del personale docente che, con dedizione e sacrificio, presta la sua opera salvaguardando gli artt. 27 (funzione rieducativa della pena) e 34 (diritto allo studio) della Costituzione».

 

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