Antimafia, Consiglio regionale Liguria chiede dimissioni di Morra per le frasi su Santelli

L'ordine del giorno è stato approvato dall'intero centrodestra. Il capogruppo M5s lo difende: «Ha già chiesto scusa», il Pd: «Richiesta che travalica i nostri poteri»

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di Redazione
23 febbraio 2021
12:58
Nicola Morra e, nel riquadro, Jole Santelli
Nicola Morra e, nel riquadro, Jole Santelli

Il Consiglio regionale della Liguria a maggioranza chiede le dimissioni del presidente della commissione parlamentare Antimafia, il senatore Nicola Morra, per le sue dichiarazioni dopo la morte della presidente della Regione Calabria Jole Santelli.

L'ordine del giorno presentato dal gruppo “Cambiamo!” è stato approvato con 16 voti a favore, l'intero centrodestra, e 11 contrari, M5s, Pd-Articolo Uno, Lista Sansa e Linea Condivisa.


I pro

«Morra - afferma il capogruppo di Cambiamo! Angelo Vaccarezza - ha deliberatamente strumentalizzato la figura della defunta presidente della Calabria deceduta il 15 ottobre scorso a causa di una grave patologia oncologica, dichiarando che: “Era noto a tutti che la Presidente della Calabria Jole Santelli fosse una grave malata oncologica. Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno deve essere responsabile delle proprie scelte”. Parole vergognose». «Quello di Morra è stato uno spettacolo indecente, - lo definisce il capogruppo della Lega Stefano Mai - ha offeso tutti i malati oncologici d'Italia e del mondo».

I contro

Secondo il capogruppo M5s Fabio Tosi «è un ordine del giorno del tutto fuori luogo, lo stesso Morra ha chiesto scusa dopo l'infelice frase». «Morra è un ottimo presidente della commissione Antimafia, forse qualcuno ha utilizzato in modo strumentale una frase perché gli dava fastidio - interviene il capogruppo Ferruccio Sansa (Lista Sansa) -. Una richiesta dimissioni che non compete al Consiglio regionale della Liguria e non ha nessuno effetto, possiamo solo censurare le dichiarazioni». Il capogruppo di Linea Condivisa lo definisce «un ordine del giorno del tutto inutile». «Una censura sarebbe stata votata all'unanimità, - commenta il capogruppo Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) - la richiesta di dimissioni travalica i nostri poteri».

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