L’inchiesta

Appalto truccato in cambio di borse e biglietti per l’Olimpico, arrestato generale dei carabinieri calabrese

Oreste Liporace è accusato di corruzione, turbativa e false fatture su una gara da quasi 700mila euro per servizi di pulizia della caserma assegnata all'impresa dei fratelli Fabbro, anch'essi indagati

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di Redazione Cronaca
4 luglio 2024
11:46
Oreste Liporace
Oreste Liporace

In una inchiesta del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano e del pm milanese Paolo Storari è stata eseguita un'ordinanza di arresti domiciliari a carico del generale Oreste Liporace, di origini calabresi (è nato a Belvedere Marittimo). È accusato di corruzione, turbativa e false fatture su un appalto da quasi 700mila euro per servizi di pulizia della caserma affidato, fino al 2021, all'impresa Fabbro. Stando all'ordinanza del gip Domenico Santoro, Liporace sarebbe stato corrotto con 22mila euro, borse di lusso, noleggi auto, biglietti per lo stadio Olimpico e per la Scala di Milano. 

L'Arma dei carabinieri ha sospeso con effetto immediato Oreste Liporace. Fino al 2021 è stato comandante del reggimento Allievi Marescialli e Brigadieri di Velletri ed era attualmente - prima della sospensione - direttore presso l'Istituto Alti Studi della Difesa.
Ai domiciliari è finito pure Ennio De Vellis, «imprenditore collegato» a Liporace, ma anche agli imprenditori e fratelli Massimiliano e William Fabbro della Fabbro spa, indagati


Borse Louis Vuitton e biglietti per lo stadio al generale

Il generale sarebbe stato corrotto dagli imprenditori Fabbro anche tramite diverse borse Louis Vuitton per un valore complessivo di 11.350 euro. Gli accessori griffati sarebbero stati chiesti dal militare agli imprenditori in tre occasioni diverse, tramite «un bigliettino» con la consegna. «Mi fece avere un biglietto con degli articoli di Vuitton da comprare», ha detto Massimiliano Fabbro in sede di interrogatorio davanti al pm Paolo Storari, spiegando che veniva utilizzata l'espressione «Dovresti farmi avere». «In teoria uno - ha aggiunto - avrebbe anche potuto aspettarsi il rimborso. In realtà io non l'ho chiesto a lui e lui non me lo ha dato».

Quando il pubblico ministero gli ha domandato se avesse collegato l'appalto alle richieste, Fabbro ha risposto: «Certamente. Prima non mi aveva mai chiesto niente, quindi ho collegato». Tra i beni che sarebbero stati elargiti dagli imprenditori, ci sono poi 22mila euro, un servizio di noleggio auto con conducente in occasione di un soggiorno di Liporace a Milano, biglietti per lo stadio Olimpico per lui e i familiari e anche un biglietto per un evento al teatro alla Scala di Milano.

L'origine dell'inchiesta

L'inchiesta nasce da quella per corruzione che in passato a Milano aveva portato all'arresto di Massimo Hallecker, dipendente di Fiera Milano spa, scattata proprio dalla denuncia di quest'ultima società. Indagine dalla quale erano già venute a galla nel 2022 le «figure degli imprenditori» Fabbro. È emersa, poi, una «relazione» di interessi tra i due fratelli Fabbro e il generale Liporace, documentata anche da «chat acquisite».

Indagini anche su appalti ministeriali e del Vaticano

Nell'inchiesta milanese, si indaga anche su un presunto traffico di influenze illecite in relazione alla «promessa, non concretizzata», di «far ottenere» alle società del gruppo Fabbro nel 2022 «appalti all'interno del Vaticano», ma anche uno gestito dai Frati Francescani. E su «un appalto triennale» nel 2020 da 15 milioni di euro «per il servizio di ristorazione presso alcune sedi della presidenza del Consiglio dei Ministri, effettivamente ottenuto» dalle società dei fratelli Fabbro. Emerge dall'ordinanza del gip Santoro nell'inchiesta della Gdf e del pm Storari.

Nella stessa inchiesta inoltre è indagato per turbata libertà degli incanti, da quanto si è saputo, anche Lorenzo Quinzi, capo del dipartimento per gli affari generali e la digitalizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

In una nota il procuratore Marcello Viola spiega che nel procedimento penale «risultano altresì indagati in stato di libertà altri imprenditori, funzionari e dirigenti pubblici di Amministrazioni centrali dello Stato». Le indagini si sono «concentrate su illecite assegnazioni di fondi e appalti pubblici in cambio di denaro e altre utilità, nonché mediante la concertazione dei soggetti economici fittiziamente partecipanti alle procedure di gara». Sono in corso «perquisizioni e acquisizioni di atti in varie province d'Italia, presso enti pubblici, persone fisiche e società a vario titolo coinvolte nelle vicende oggetto di approfondimento giudiziario».

Perquisizioni in corso al Mit

Sono anche in corso perquisizioni del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf di Milano a carico di 22 persone e di uffici dell'Avvocatura Generale dello Stato, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Centro Alti Studi Difesa, del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna.

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