Guerra in Ucraina

L’appello di Juliya da Odessa: «Putin non si fermerà. Aiutateci a difendervi»

VIDEO | Prima del conflitto l’insegnante di danza era solita trascorrere le sue vacanze studio in Calabria. Ma oggi non vuole lasciare il Paese: «Meglio morti che schiavi»

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di Alessandro Stella
26 aprile 2022
19:24

«Non dimenticatevi di noi. Ci sono tantissimi morti. Noi moriamo per tutto l’Occidente e continueremo a farlo se l’Europa non ci dà le armi con cui possiamo difenderci e difendervi». Le lacrime le rigano il volto mentre, attraverso la nostra testata, cerca di rivolgersi al mondo intero per far sentire la voce dell’Ucraina intera. Perché quel conflitto va avanti ormai da due mesi e il futuro sembra sempre più nero.

Juliya Kichuk è un’insegnante di danza di Cornomorsk, città portuale confinante con Odessa, e da settimane vive in prima persona l’incubo di milioni di connazionali. Nella sua vita, l’amore per l’Italia e la Calabria, dove più volte ha trascorso le vacanze studio per imparare la nostra lingua. Ma quei giorni spensierati sembrano molto lontani: «All’inizio della guerra il nostro oblast è stato solo sfiorato. Poi, qualche settimana fa, sono iniziate le incursioni aeree, ma erano più che altro per spaventare la popolazione. Da qualche giorno, però, sono partiti i bombardamenti e domenica, in occasione della Pasqua ortodossa, un missile ha colpito un’abitazione civile: sono morte otto persone, tra cui una bimba di tre mesi e una donna incinta».


«Putin non si fermerà»

Morte e distruzione anche in quella che sembrava un’isola felice, ma che potrebbe finire presto nel mirino di Putin per conquistare la Transnistria, da cui Odessa dista poche centinaia di chilometri: «Putin non si fermerà – ci dice Juliya convinta -. Continuerà ad avanzare e raggiungerà la Moldova e poi gli altri territori. Vuole riunire tutti gli ex stati sovietici e distruggere tutta l’Ucraina, perché una nazione rasa al suolo non interesserebbe mai all’Europa. Ma non capisce che siamo diversi: noi siamo cosacchi, siamo un popolo libero, non saremo mai schiavi. Preferiamo morire piuttosto che essere schiavi. Putin è riuscito a rendere più unito il mio popolo».

La sua Resistenza

Un orgoglio fuori dal comune, che abbiamo imparato a conoscere grazie ai racconti di chi ha scelto di lasciare il Paese. Ma Juliya, al momento, ha ben altri programmi: «Potrei anche andarmene, lasciare tutto e trovare rifugio in Italia, mi accoglierebbero sicuramente bene, ma non è quello che voglio. Io voglio restare qui per resistere e difendere il mio Paese».

E quando le diciamo che la Russia parla di «pericolo Terza guerra mondiale», Juliya risponde con un pragmatismo disarmante: «Siamo già nella Terza guerra mondiale. Noi siamo il primo Stato che combatte per difendere l’Europa, ma presto potremmo non essere il solo».

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