Perse il figlio in un incidente sulla 106: «In auto pensate alla vita degli altri»

L’accorato appello lanciato su Rai 1 dalla mamma di Raffaele Sbarra il centauro travolto e ucciso nel 2012 sulla Ss 106 da un automobilista ubriaco

di Redazione
17 febbraio 2020
12:46
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Un frame tratto dalla trasmissione “TV7” di Rai 1
Un frame tratto dalla trasmissione “TV7” di Rai 1

È balzato agli onori delle cronache nazionali il caso di Raffaele Sbarra, un ragazzo di appena 21 anni che ha perso la vita il 18 agosto 2012, a Roseto Capo Spulico, nel Cosentino, a causa di un automobilista ubriaco. Tanto è vero che dopo otto lunghi anni, alla fine del percorso giudiziario penale e civile, dove per la giovane vittima non sono emersi profili di corresponsabilità, sulla tragica vicenda è intervenuta la nota trasmissione “TV7” di Rai 1.

 

Nella puntata andata in onda venerdì scorso, nell’ambito di un servizio dedicato all’alcool e, nello specifico, alle vittime provocate dalla guida in stato di ebbrezza, è stata intervistata Loredana Maritato, mamma del giovane Raffaele che, ricordando suo figlio e ciò che gli è accaduto, ha ripercorso assieme alla giornalista tutto il dolore vissuto da lei e dalla sua famiglia.

 

Il punto più alto dell’intervista è stato raggiunto quando la signora Loredana ha lanciato un appello rivolto a tutti e in particolare ai giovani: «Quando vi mettete in macchina non pensate solo a voi stessi, pensate alla vita degli altri». Un monito, il suo, che tutti quanti dovrebbero fare proprio, ogni giorno.

Basta vittime: «Facciamo nostro l’appello di Loredana»

«Sono molto contento – dichiara Fabio Pugliese, presidente dell’associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – del fatto che la Rai abbia deciso per la prima volta di dare spazio alle famiglie delle vittime della Statale 106».

«Ringrazio loro per questo apprezzabile esempio di servizio pubblico ma, soprattutto, ringrazio Loredana e la famiglia Sbarra per il grande coraggio e la forza con cui, superando il dolore, hanno deciso di parlare della loro tragica vicenda, peraltro lanciando un appello che apprezziamo, facciamo nostro e faremo il massimo per far arrivare a più persone possibili affinché ciò che è accaduto a loro non accada mai più ad altri».

 

«Nulla restituirà Raffaele alla famiglia Sbarra, ma quanto meno hanno ottenuto un po’ di giustizia anche sul fronte civile», ha dichiarato Luigi Cisonna di Studio3A, la società che ha seguito legalmente la vicenda.

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