Era di Sant'Andrea Apostolo l'agente ucciso da Cesare Battisti

La vicinanza del sindaco del paese catanzarese ai familiari di Andrea Campagna e delle altre vittime: «Fiduciosi nello Stato, che non smette mai di perseguire la giustizia»

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di Redazione
14 gennaio 2019
11:23
Cesare Battisti
Cesare Battisti

Nicola Ramogida, sindaco di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio in provincia di Catanzaro in una nota si è espresso in merito alla cattura del latitante originario di Cisterna di Latina, affermando che «l'arresto dell'ex terrorista Cesare Battisti, condannato per l'omicidio di quattro persone tra cui il nostro concittadino Andrea Campagna, agente della Digos all'epoca dei fatti, non cancella il dolore dei familiari ma ci ricorda che bisogna sempre avere fiducia nello Stato, che non smette mai di perseguire la giustizia». Proprio a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio era nato l'agente ucciso nel 1979, a Milano, in un agguato rivendicato dai Proletari armati per il comunismo e per l'esecuzione del quale Battisti è stato condannato. «Un grazie alle istituzioni che hanno consentito l'arresto dell'ex terrorista Cesare Battisti – conclude Ramogida - e un abbraccio di vicinanza ai familiari di Andrea Campagna e delle altre vittime».

L'arresto di Battisti

Il terrorista rosso Cesare Battisti, arrestato due giorni fa a Santa Cruz de la Sierra, sta per arrivare in Italia con un volo partito ieri sera dalla Bolivia. Sarà preso in consegna dal Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria e tradotto al carcere di Rebibbia a Roma.


L'ex terrorista aveva fatto perdere le sue tracce a dicembre dopo che era stato spiccato nei suoi confronti un ordine di cattura, in Brasile, a Cananea, sulla costa di San Paolo, dove risiedeva.

Chi è Cesare Battisti

Una vita dedicata alla battaglia politica, alla lotta armata, e i quattro omicidi dei Proletari armati per il comunismo fra il 1977 e il 1999 (tra i quali quello del calabrese Andrea Campagna), furono le vicende che antecedettoro la prima fuga nel 1981.

La condanna e il carcere non fermarono Battisti che evase e poi divenne latitante, prima in Francia e poi Messico. Fu sempre protetto da figure intellettuali e politiche come quella di Paco Inacio Taibo e nel 1990 ritornò in Francia grazie alla dottrina Mitterrand che salvaguardardava molti terroristi di sinistra. Successivamente fuggì di nuovo in Messico e poi in Brasile, dove sperava di vivere senza problemi il resto della sua vita in fuga.

 

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