Asp di Cosenza, dopo tredici anni di sprechi arriva la gara per i pasti

Dal 2007 ad oggi proroghe continue per il servizio di ristorazione. E il cibo per i degenti costava anche il 30% in più di quanto pagato altrove

di Camillo Giuliani
16 maggio 2020
16:17
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I pasti per i malati all'Asp di Cosenza costavano oltre il 30% in più di quelli degli ospedali reggini. E lo spreco, di proroga in proroga, è andato avanti per tredici anni. Ora però l'Azienda sanitaria provinciale bruzia ha finalmente deciso di intervenire, bandendo una gara d'appalto – base d'asta circa 2,7 milioni di euro all'anno – che fino al 2023 dovrebbe permettere di rimediare a quanto accaduto e risparmiare un po' di quattrini. L'ultima gara risaliva al 2007 ed era opera dell’ex Azienda sanitaria n.3 di Rossano, anche se poi il servizio di ristorazione era stato esteso dagli ospedali jonici a quelli di tutta la provincia. Anche la durata prevista per quell'appalto era di tre anni, ma poi si è andati avanti per più del quadruplo di tempo.

Guccione fa il confronto tra Cosenza e Reggio Calabria

A ricordarlo è Carlo Guccione, il primo a commentare la decisione del commissario Zuccatelli. Il democrat evidenzia come dallo scorso decennio ad oggi l'Asp di Cosenza abbia continuato a pagare per la fornitura di colazione, pranzo e cena di ogni degente 13,39 euro al giorno. Nel frattempo, altri ospedali calabresi spendevano un terzo in meno. L'Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, ad esempio, dal 2015 paga il medesimo servizio 9,22 euro. Più di 3 euro al giorno di differenza che, moltiplicati per le migliaia di degenti delle strutture, si traducono in milioni di euro che si sarebbero potuti risparmiare evitando proroghe continue. «Del sistema degli appalti in proroga e di quelli esternalizzati di Ao e Asp della Calabria – ricorda Guccione - se ne discusse anche in Commissione Sanità il 18 novembre 2019 sottolineando la necessità di fare chiarezza». E quel dibattito, con l'audizione dei vari direttori generali delle aziende, una cosa l'aveva chiarita. Ossia che in Calabria sono «troppi gli appalti in proroga e per un tempo ritenuto eccessivo».

In ballo quasi tredici milioni e mezzo di euro

Adesso, invece, con il ricorso alla Consip potrebbe essere finalmente la volta buona per stoppare un sistema di fatto illegittimo e poco trasparente. In ballo ci sono quasi 8 milioni di euro (la base d'asta spalmata sul triennio), che possono salire a 13,3. La stazione appaltante, infatti, si riserva la facoltà di rinnovare il contratto, in attesa della successiva gara, per ulteriori 24 mesi alle medesime condizioni del contratto che sarà stipulato con chi si aggiudicherà l'appalto. La speranza è che la proroga da parte dell'Asp, visti i risultati di quelle precedenti, non arrivi. Ma a certe tradizioni in Calabria non è facile rinunciare.

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