Assicurazioni e truffe: in 49 rinviati a giudizio a Catanzaro

Coinvolti medici, avvocati, carrozzieri, ex politici e falsi testimoni. Il processo inizierà il 12 ottobre

di Luana  Costa
5 giugno 2017
23:27

Associazione a delinquere, truffa aggravata, falso, intestazione fittizia di beni, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e frode fiscale. Sono i reati dei quali sono a vario titolo chiamati a rispondere 49 imputati rinviati oggi a giudizio dal gup di Catanzaro, Pietro Carè, al termine dell’udienza preliminare relativa al procedimento penale nato dall’operazione  “Violentemente investito” scattata nel 2014 e portata a termine dalla Guardia di finanza per far luce su una serie di truffe ammontanti complessivamente a quasi cinque milioni di euro, con la simulazione di falsi incidenti stradali ed il coinvolgimento di periti, avvocati e medici.

 


In particolare, la presunta organizzazione – secondo l’accusa sostenuta dal pm Paolo Petrolo – sarebbe stata retta dall’avvocato Giampiero Mellea, il cui studio sarebbe divenuto sede e base logistica della compagine, mantenendo i rapporti con le varie compagnie assicurative e ripartendo poi il lavoro tra i presunti sodali dell’associazione. Lo stesso Giampiero Mellea avrebbe provveduto alla spartizione degli illeciti profitti, occupandosi della risoluzione delle controversie insorte tra gli altri soggetti coinvolti nei falsi sinistri, provvedendo personalmente all’indottrinamento dei falsi testimoni e riferendo a questi il tenore delle dichiarazioni da rendere dinanzi al giudice di Pace.

 

Rinviati a giudizio: gli avvocati Antonio Bressi, 47 anni, di Badolato (Cz) e Giampiero Mellea, 41 anni,  Raul Mellea, 38 anni, di Catanzaro (fratello di Giampiero), il dottore Giulio Cosco, 58 anni, di Catanzaro; il carrozziere Francesco Giglio, 46 anni, di Squillace; Vitaliano Mirarchi, 38 anni, di Catanzaro; Rosario Murica, Fabrizio Nicoletta, i presunti falsi testimoni Angelo Barone, 42 anni, di Catanzaro; Bruno Candeloro, 48 anni, di Catanzaro; Serafino Guido, 60 anni, di Catanzaro; Antonio, Emanuele, Filomena, Alessandro e Vittorio Nicoletta, Catiuscia Adamo (cl. ’79), di Squillace, Francesca Alfieri, 41 anni, di Catanzaro, Vittorio Alfieri, 34 anni, di Catanzaro,  Maurizio Anastasi, 56 anni, di Catanzaro, Massimo Trapasso, Raffaele Trapasso, Maria Varano, Rosario Mellea, Bruno Candeloro, Luciano Crispino, 56 anni, di Catanzaro; Adriano Dara, 35 anni, di San Floro (Cz); Daniele De Fazio, 38 anni, di Vittuone (Mi); Angela Maria De Luca, 37 anni, di Catanzaro; Gianluigi De Santis, 37 anni, di Catanzaro; Enzo Guido, 32 anni, di Catanzaro; Ennio Iiritano, 59 anni, di Catanzaro; Gabriella Elvira Maiuolo, 53 anni, di Squillace; Rita Mancuso, 39 anni, di Catanzaro; Rosa Mazza, 58 anni, di Catanzaro; Magda Mellea, 32 anni, di Catanzaro; Francesco Mensica, Daniela Mungo, Giuseppe Palaia, Giovanni Panico, 38 anni, di Rende; Benito Parrinello, 78 anni, di Messina; Fabio Parrinello, 39 anni, di Squillace; Filippo Passarelli, Luciano Procopio, Sara Riga, 25 anni, di Squillace; Ersilia Rosati, Annarita Scalzo, Luigi Scalzo, Leonardo Scerbo, 35 anni, di Cutro; Cesarina Scozzafava, 59 anni, di Catanzaro.

 

Il processo si aprirà il 12 ottobre prossimo dinanzi al Tribunale collegiale di Catanzaro. Per alcuni capi d’imputazione relativi al falso in scrittura privata sono stati prosciolti dal gup Giampiero Mellea, Raoul Mellea, Fabrizio Nicoletta, Bruno Candeloro, Rosario Murica, Enzo Guido e Antonio Bressi. Restano, invece, in piedi le restanti ipotesi di reato.

 

Giampiero Mellea in passato è stato consigliere comunale a Catanzaro e candidato al Consiglio regionale e primo dei non eletti nella lista “Insieme per la Calabria” a sostegno dell'ex presidente della giunta regionale Giuseppe Scopelliti.

 

Luana Costa

Giornalista
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