L’attrice Laura Efrikian incontra Maria Antonietta Rositani: «Sono commossa»

La scrittrice ha voluto conoscere la donna ricoverata a Bari dopo il tentato omicidio a opera del marito: «Le donne che denunciano vanno prese sul serio». La 42enne reggina: «La giustizia non mi ha protetto»

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di Angela  Panzera
15 giugno 2019
19:01
Laura Efrikian stringe la mano a Maria Antonietta Rositani
Laura Efrikian stringe la mano a Maria Antonietta Rositani

«Sono stata veramente contenta di incontrarla, mi ha emozionato tanto per la sua spontaneità umiltà e per i suoi principi. Perché lei è una grande donna che fa tanto per gli altri. Vederla qui al mio fianco è stato straordinario». Maria Antonietta Rositani, la 42enne che si trova ricoverata dal 12 marzo al policlinico di Bari dopo che l’ex marito Ciro Russo ha tentato di ucciderla dondole fuoco con della benzina, ha commentato così alla nostra testata l’incontro avuto oggi con Laura Efrikian, attrice di lunga carriera, annunciatrice televisiva e scrittrice.

 

L’ex moglie di Gianni Morandi, infatti, si trovava nel capoluogo pugliese per la presentazione del suo libro “Incontri” avvenuta grazie all’associazione “Porta d’oriente”, presieduta da Cettina Fazio Bonina (foto a sinistra) la quale ha permesso la realizzazione di questo momento di profonda intensità tra le due donne. Laura Efrikian spende un grande impegno a favore dei più deboli, soprattutto i bambini africani, attraverso progetti umanitari che hanno lo scopo di favorire la loro istruzione e le loro cure, e oggi ha sentito l’esigenza di far visita a Maria Antonietta Rositani.

 

«Trovandomi a Bari e sapendo che lei era qui in ospedale - ha affermato Laura Efrikian alla nostra testata - ho pensato di andare a trovarla. Mi sono molto commossa. Ci siamo capite subito, sono bastati pochi sguardi. Le donne hanno questa sensibilità. Maria Antonietta mi ha riferito - ha continuato – che vuole guarire presto e tornare dai suoi figli. Io ho sentito tutta la sua tragedia, ma anche la sua voglia di andare avanti e di far rientro presto a casa. Ed è per questo che le auguro di trovare tutta la forza e il coraggio necessario affinché questo avvenga e sono sicura che ciò avverrà».

 

La scrittrice, inoltre, si augura che la Rositani possa avere la giustizia che merita: «Davvero mi auguro che un evento del genere - ha affermato - faccia ragionare i giudici. Le donne che denunciano vanno prese sul serio. Non basta accettare le denunce, la giustizia deve essere molto più severa con chi maltratta le donne e usa violenza nei loro confronti. I casi ormai sono diventanti troppi; questo infatti, non è un caso isolato. Mi auguro che sia un processo esemplare - ha continuato - e che la persona che ha compiuto questo gesto nei suoi confronti riceva la pena che meriti. Maria Antonietta non è stata ferita solo nel corpo, ma anche nell’anima e questo nessuno, però, glielo può ripagare, e nel contempo ha diritto ad una giustizia giusta e che quest’uomo abbia degli arresti molto pesanti».

 

E la voglia di giustizia ce l’ha anche e soprattutto la stessa Rositani. «Io voglio sapere quello che è successo - ci ha detto - ancora mi chiedo come ha fatto a succedere tutto questo e perché la giustizia non mi ha protetto; ciò è qualcosa che ancora non riesco a capire». Tanti sono, infatti, i punti da chiarire: Ciro Russo era agli arresti domiciliari, che stava scontando ad Ercolano in provincia di Napoli, e il 12 marzo scorso è evaso senza che nessuno se ne accorgesse. Ha percorso 500 chilometri ed è giunto fino a Reggio Calabria poiché voleva uccidere la sua ex moglie. La sua ex moglie che aveva avuto il coraggio di dire basta a tutte le violenze subite durante il matrimonio e da cui non accettava la separazione.


Oggi quindi, nonostante le atroci sofferenze che Maria Antonietta sta subendo, a causa delle gravi ustioni riportate, per lei è stato un piccolo momento di serenità. Laura Efrikian le ha anche donato una rosa bianca quale simbolo di purezza. «Io amo molto fiori - ha dichiarato la scrittrice - e ho ritenuto che per una donna, che avesse subito una violenza cosi forte, era giusto avere una rosa bianca che indichi la purezza. Il suo dolore infatti, l’ha resa pura».

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