La denuncia

Autismo, da Catanzaro la storia di Saverio indigna l’Italia: il papà chiede diritti ma il Comune non risponde

Nel 2020 la Regione aveva avviato i progetti sperimentali per l'inclusione di persone con disabilità destinando al capoluogo calabrese 80mila euro, la rabbia delle associazioni: «Come sono stati utilizzati quei fondi?» (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
26 settembre 2021
14:12

«Indignati ed offesi». È quanto si legge in una nota scritta da alcune associazioni in difesa della tutela dei diritti delle persone autistiche e indirizzata al Comune di Catanzaro e alla Regione lamentando «un atteggiamento» tenuto «soprattutto da alcuni addetti ai servizi del Comune di Catanzaro, che ignorando fondamentali principi costituzionali, il dovere di contribuire a rimuovere ogni ostacolo di ordine economico e sociale che limita la libertà e l'eguaglianza di ogni cittadino, ne impediscono di fatto il loro pieno sviluppo, l'effettiva partecipazione, non ultimo il personale diritto di poter contribuire, in relazione alle proprie capacità, oltre le personali disabilità e diversità, allo sviluppo economico e sociale della propria comunità».

Il video incriminato

Il riferimento è ad un video pubblicato sulla pagina facebook di un utente, Vitaliano Corasaniti, padre di Saverio giovane affetto da autismo, il quale si era rivolto all'amministrazione comunale per avere informazioni di una richiesta protocollata da diversi mesi. «Vogliamo porre anche noi alla vostra attenzione l’annosa vicenda di Saverio Corasaniti, un ragazzo di 21 anni residente nel Comune di Catanzaro, e di tutti i Saverio affetti dalla sindrome dell’autismo residenti nella bellissima Calabria, già provati da una pesante situazione, determinatasi a causa anche dalla attuale pandemia, che ha aggravato purtroppo lo stato generale dei propri nuclei famigliari, contribuito ancor più al loro isolamento, stato d’ansia e depressione».


Arroganza istituzionale

«Possiamo comprendere - prosegue la nota - le difficoltà di un welfare calabrese in affanno, contenziosi e burocrazia che impediscono un corretto sviluppo progettuale e l’utilizzo dei fondi dedicati ma è inaccettabile, ci sia consentito, l’arroganza istituzionale che si rifiuta di ricevere famiglie in stato di bisogno, non dà corso a precise e legittime istanze protocollate, dichiara pubblicamente la propria manifesta incapacità. Questo è non solo nota di personale demerito per qualche funzionario poco attento e sensibile al tema dell’autismo, ma anche, crediamo, lesivo di un’immagine, dell’intero Comune di Catanzaro, della sua Provincia, della sua Regione, e non ultimo, dell’intera comunità e gente calabra, che sappiamo essere generosa, solidale e appassionata».

Progetti di vita

«Un motivo che, oltre la personale vicenda di Saverio Corasaniti, basterebbe da sé per far riflettere tutte le istituzioni calabresi, i rispettivi Consigli e organizzazioni dei servizi, a partire dai Sociali, a quelli delle Pari opportunità e Giovanili, fino a quelli dedicati alla più generale persona. Incredibile a nostro modesto parere, quanto di negativo sta succedendo lì a Catanzaro, in particolare il fatto di un’amministrazione e un’organizzazione di servizi locali, non in grado di attivare in particolare progetti di vita e di sostegno, politiche proattive a tutela di ogni fragilità e povertà, costituzionalmente garantiti, previsti e disposti dalle leggi e dai decreti attuativi, nazionali, regionali, provinciali e comunali».

Violazione dei diritti

«Vi chiediamo naturalmente scusa, ma questo è arrivato e sta arrivando come messaggio in ogni luogo d’Italia. Violazioni di legittimi diritti atti a garantire, sviluppo, pari opportunità e dignità, a tutte le persone portatrici di disabilità e fragilità, ammettendo, e questa per noi è pure un’ulteriore aggravante, palesemente di non conoscere aspetti ed effetti della sindrome dell’autismo, in particolare, di non essere in grado di utilizzare le risorse già a disposizione per lo scopo, di attivare il no-profit e volontariato sociale che se ne occupa in loco (associazioni e fondazioni), di valorizzare reti e risorse territoriali ed extraterritoriali competenti, che devono solo essere maggiormente coinvolte, coordinate e sostenute».

A norma di legge

«Parlandoci chiaro non dovremmo certo essere noi a ricordarvi ad esempio, il decreto del vostro dipartimento Tutela della Salute e servizi sociali Regionali il N°.11928 del 18/11/2020; avente come oggetto proprio i progetti sperimentali in tema di vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità, che ha stanziato una somma a favore dei 7 ambiti distrettuali calabresi pari ad euro 465.600,00 euro, destinando a Catanzaro 80.000,00 euro oltre il 17% del totale, ma avremmo però piacere di sapere se e come sono stati al meglio utilizzati tali fondi, e quale specifica programmazione si è inteso avviare o si avvierà quanto prima nel merito».

Vicenda kafkiana

«Non dovremmo essere noi di altre regioni d’Italia, né tantomeno le vostre famiglie in stato di bisogno ad intervenire, suggerire, e programmare, sopperire alla mancanza di conoscenza o peggio mancanza di volontà, perché spiace, e vi chiediamo di nuovo scusa, ma di questo si tratta, che appare ed emerge da questa “kafkiana” e assurda vicenda. Chiudiamo quindi questa nostra accorata e rispettosa protesta con il personale pensiero di tutte le mamme e papà d’Italia, con l’auspicio che possa farvi comprendere meglio la loro sofferenza».

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