La sentenza

Bancarotta fraudolenta, la Corte d’appello conferma la condanna della sorella di Roberto e Mario Occhiuto

All'imputata, coinvolta nell'inchiesta giudiziaria relativa al fallimento della società operante nel settore finanziario, è stata inferta una pena di 1 anno e quattro mesi (pena sospesa e non menzione)

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di Antonio Alizzi
23 febbraio 2022
18:37
La Corte d’appello di Catanzaro
La Corte d’appello di Catanzaro

Condannata anche in appello Annunziata Occhiuto, sorella dell’ex sindaco di Cosenza e dell’attuale presidente della Regione Calabria, accusata dalla procura di Cosenza del reato di bancarotta fraudolenta, relativa al fallimento della società Ofin, operante nel settore finanziario la cui attività è cessata definitivamente nel 2014. I fatti contestati risalgono al 2008 e al 2009. Prima udienza il 2 aprile 2020. In primo grado l’imputata, che aveva scelto il rito abbreviato, era stata ritenuta colpevole dal gup Francesco Luigi Branda, il quale aveva inflitto una condanna a un anno e 4 mesi (pena sospesa e non menzione).

Intanto a Cosenza prosegue il processo con il rito ordinario a carico di Mario Occhiuto. In una delle ultime udienze erano stati sentiti due consulenti di parte, presenti nella lista testi della difesa, i quali avevano chiarito alcuni passaggi contenuti nei documenti rinvenuti dalla procura di Cosenza. Ieri, infine, l’ex sindaco di Cosenza ha ottenuto un’assoluzione, così come gli ex assessori della sua Giunta, da parte della Corte dei Conti in sede d’appello. Occhiuto, tra gli altri, era accusato di danno erariale. Tesi completamente smontata dal collegio difensivo.


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