Bancarotta Tesi, tutti assolti: erano accusati del crack della società in house della Regione

La Corte d'Appello di Catanzaro chiude la lunga e travagliata vicenda giudiziaria. Tra le persone prosciolte l'ex vicesindaco di Cosenza Luciano Vigna e Gianluca Bilotta

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di Salvatore Bruno
7 aprile 2021
20:42

Cala il sipario sulla vicenda giudiziaria relativa al fallimento di Tesi, ente in house della Regione Calabria. La Corte d'appello di Catanzaro ha assolto, per non aver commesso il fatto, tutti gli imputati con sentenza definitiva: la Cassazione infatti, si era già espressa sulla vicenda nel 2019 annullando con rinvio tutte le condanne inflitte nei primi due gradi di giudizio.

Riabilitati Vigna e Bilotta

Pienamente riabilitati dall’accusa di bancarotta fraudolenta, Luciano Vigna, ex vicesindaco di Palazzo dei Bruzi, attuale capo Gabinetto della Presidenza della Regione, e Gianluca Bilotta, entrambi difesi dall'avvocato Vincenzo Belvedere il quale è riuscito a dimostrare la totale buona fede ed estraneità a condotte penalmente rilevanti dei propri assistiti, rispetto al crack della società informatica.


Filone dell’inchiesta Why Not

L’inchiesta Tesi era un filone della più ampia indagine Why Not. Tra le persone coinvolte anche un altro assessore del comune di Cosenza, Michelangelo Spataro. Per effetto della condanna sia Spataro che Vigna, erano stati sospesi dall’incarico in giunta, in applicazione della Legge Severino. Adesso è arrivato il definitivo proscioglimento.

Giornalista
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