Basso profilo, ai domiciliari anche la presidente giovani di Confindustria Crotone

Glenda Giglio secondo l'accusa si sarebbe «messa a disposizione dell’associazione criminale pur non facendone organicamente parte, sfruttando le sue conoscenze e i suoi contatti per conto di Antonio Gallo»

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di Francesca Caiazzo
22 gennaio 2021
08:25
La conferenza stampa con Nicola Gratteri
La conferenza stampa con Nicola Gratteri

C’è anche Glenda Giglio, attuale presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria di Crotone, tra i destinatari della misura cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, Alfredo Ferraro, su richiesta della Dda di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione antimafia Basso Profilo. La donna, secondo le indagini, sarebbe stata molto vicina al principale indagato dell’inchiesta, l’imprenditore Antonio Gallo, finito in carcere con l’accusa di essere a capo di un sodalizio criminale tra imprenditoria ed esponenti della criminalità organizzata.

Rapporti pericolosi

È il 2017. Gallo e Giglio (che all’epoca non ricopriva il ruolo in Confindustria) sono piuttosto intimi. Parlano spesso di affari e dei rapporti che l’uomo vanta di avere avuto con pezzi grossi della ‘ndrangheta crotonese, come Nicola Grandi Aracri, di Cutro, e il defunto Carmine Arena, di Isola di Capo Rizzuto. L’imprenditore, poi, decanta «le sue capacità di agire senza farsi scoprire» e «di come fosse riuscito a dare il suo contributo alle attività della consorteria (ad esempio gestendo qualche azienda per conto dei Trapasso) riuscendo a restare illeso da azioni giudiziarie, mantenendo un profilo basso». Fino ad oggi.


Della Giglio, Gallo evidentemente si fida. È a lei che racconta, ad esempio, come sarebbe riuscito a far annullare una gara d’appalto per la fornitura di materiali e dispositivi antiinfortunistici bandita dal Consorzio di bonifica Jonio-Crotonese. È sempre a lei, poi, che si sarebbe rivolto nel 2018 per tentare di avere un incontro con l’attuale assessore regionale, Franco Talarico (indagato nella stessa inchiesta e finito ai domiciliari), allora candidato alle politiche.

Il notaio compiacente

Ma la donna si sarebbe adoperata anche per trovare un notaio compiacente per far intestare fittiziamente alcune società a soggetti albanesi. Giglio lo individua nel catanzarese Rocco Guglielmo, coinvolto anch'egli nell’operazione odierna: il professionista avrebbe chiuso un occhio, fingendo che gli stranieri parlassero e comprendessero l’italiano. Intercettato durante una conversazione con un altro indagato, Gallo sarebbe stato talmente sicuro della riuscita dell'operazione «che si aspettava che la donna ottenesse addirittura uno sconto sul prezzo della prestazione professionale».

A disposizione di Gallo

Per il Gip, dunque, Giglio «si è messa a disposizione dell’associazione criminale pur non facendone organicamente parte, sfruttando le sue conoscenze e i suoi contatti soprattutto intercedendo con il notaio Guglielmo per conto del Gallo e per il gruppo da questi capeggiato». Inoltre, «seppur incensurata, ha mostrato una particolare tendenza delinquenziale non solo mettendosi a completa disposizione del Gallo, ma permettendo e concorrendo alla commissione di undici delitti-scopo, oltre a quello del concorso esterno nell’associazione criminale».

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