Bimbo morto in piscina, il medico legale: «Poteva essere salvato»

Davanti al giudice Di Dedda depone il medico legale. La disgrazia risale al mese di luglio del 2014

di Salvatore Bruno
10 maggio 2017
17:26

Se Giancarlo Esposito fosse stato tempestivamente soccorso, praticando le opportune manovre di salvataggio, probabilmente non sarebbe morto. E’ quanto è emerso dalla deposizione di Arcangelo Fonti, medico legale della parte civile, testimone ascoltato durante il processo in corso per la morte del piccolo di quattro anni, deceduto nella piscina di Cosenza nel luglio del 2014.

 


Davanti ai giudici del tribunale di Cosenza, Fonti ha sostenuto che il piccolo Giancarlo ha perso la vita per avere inalato acqua nei polmoni. Il medico ha confermato che nella bocca è stata riscontrata la presenza di una schiuma, caratteristica dell’imbibizione.

 

Dall'esame autoptico, inoltre, Fonti ha riscontrato un organo cardiaco con anomalia di modesta entità. «Ma durante l’autopsia - ha sostenuto - non ho rilevato segni di scompenso cardiaco». Il teste dell’accusa ha detto ancora che «se il bambino fosse stato soccorso nei primi tre, cinque minuti, e gli fossero state praticate le corrette manovre, si sarebbe salvato».

«Il bambino era già morto quando è stato tirato fuori dall'acqua» ha poi precisato rispondendo alla domanda posta dall’avvocato Chiaia, legale dei genitori di Giancarlo. A questo punto il giudice Di Dedda ha chiesto al teste un chiarimento, avendo dichiarato che l’intervento immediato avrebbe salvato il bimbo e, subito dopo, che il bimbo era già morto quando lo hanno tirato fuori dall’acqua. A questo punto è intervenuto l’avvocato della difesa, Sabrina Rondinelli, che ha chiesto a Fonti se l’edema polmonare riscontrato nel bambino potesse essere ricondotto ad altre patologie. Il teste ha risposto affermativamente.

 

Nell’ambito del processo sono imputati per omicidio colposo Carmine Manna, in qualità di legale rappresentante della società di gestione dell’impianto, e le educatrici Franca Manna, Luana Coscarello, Martina Gallo e Ilaria Bove. La prossima udienza è stata fissata per il 14 giugno.

 

Salvatore Bruno

Giornalista
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