Bonafede a Lamezia: «Aula bunker in 5 mesi e assunzioni nonostante la pandemia»

Il guardasigilli è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario di Catanzaro: «Previsto lo stanziamento di 470 milioni per l'edilizia giudiziaria»

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di Redazione
30 gennaio 2021
15:11
Il ministro Bonafede a Lamezia
Il ministro Bonafede a Lamezia

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario di Catanzaro che si è celebrata nella nuova aula bunker realizzata nell'area industriale di Lamezia Terme.

I fondi per la Giustizia 

Tra i primi argomenti trattati, la realizzazione dell’aula bunker: «Nel contesto del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, - ha detto Bonafede -  è previsto lo stanziamento di 470 milioni per l'edilizia giudiziaria. La particolare attenzione rivolta dal Ministero a questo tema è testimoniata anche dalla realizzazione, in 5 mesi, di questa Aula bunker, con la fondamentale collaborazione dei componenti della Conferenza permanente, del commissario Arcuri, della Regione Calabria e dell'Agenzia del Demanio, che ringrazio».


Assunzioni

A giudizio del guardasigilli: «È importante soffermarsi sull'impegno profuso dal Ministero nel portare avanti, nonostante l'emergenza sanitaria, gli investimenti che sono indispensabili per supportare con maggiori risorse l'efficienza della macchina della giustizia». Nel dettaglio: «È proseguito il piano ordinario triennale di assunzioni di oltre 13.000 unità: in particolare, nel 2020 si è avuto il reclutamento di 1163 unità di personale amministrativo, delle quali 142 (ovvero oltre il 10%) destinate agli uffici del distretto di Catanzaro».

Bonafede ha poi evidenziato: «Proprio per scongiurare gli effetti negativi della pandemia sullo svolgimento delle procedure selettive - ha aggiunto - il Decreto Rilancio ha semplificato tali procedure consentendo ad esempio che, entro la primavera di quest'anno, possano prendere servizio presso questo distretto oltre 100, tra cancellieri e direttori (5 unità nella qualifica di direttore e di 111 unità nella qualifica di cancelliere) nonché di un congruo numero di operatori giudiziari a tempo determinato. Sono state poste le basi normative, amministrative e finanziarie affinché, a livello nazionale, entro il 2021, il servizio giustizia possa avvalersi del contributo di circa 7.000 donne e uomini in più. Analoga attenzione – ha fatto presente - è stata riservata alla magistratura, portando a compimento l'aumento delle piante organiche (di 600 unità), previsto già con la Legge di Bilancio 2019. Infatti, con decreto ministeriale 14 settembre 2020 sono state rideterminate le piante organiche degli uffici giudiziari di merito, prevedendo la distribuzione in aumento di 422 magistrati, di cui 14 unità aggiuntive per il distretto di Catanzaro. Inoltre, il 30 ottobre 2020 è stata inviata al Consiglio Superiore della Magistratura la proposta di determinazione delle piante organiche flessibili distrettuali, un contingente di 176 magistrati chiamato a far fronte alle specifiche criticità di rendimento di ciascun distretto».

La pandemia

Un pensiero viene riservato agli operatori della giustizia: «Penso al periodo drammatico della scorsa primavera, quando - ha affermato Bonafede - avete sfidato la minaccia invisibile e insidiosa del contagio per recarvi negli uffici giudiziari e prestare la vostra opera al servizio dello Stato, anche in una terra difficile come questa in cui, a fronte delle numerose difficoltà e incombenze derivanti dall’ordinario contenzioso, la giustizia è altresì impegnata nella lotta quotidiana alla ‘ndrangheta». In questa direzione, Bonafede ha sottolineato che «nel 2020 nei Tribunali e nelle Corti di appello di tutta Italia, sia in primo che in secondo grado, le pendenze del civile sono diminuite rispetto al 2019. Soprattutto nel secondo semestre dell’anno, la produzione degli uffici del settore civile è stata tale da determinare un indice di smaltimento dell’arretrato di segno positivo». In tale contesto, adottando tutte le misure necessarie per limitare il più possibile la diffusione del contagio, «nel 2020 c’è stata una significativa diminuzione della popolazione detenuta, che risulta oggi essere pari a 52.305 detenuti fisicamente presenti negli istituti».

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