Botte e insulti a lavoratore africano, i carabinieri arrestano 5 uomini nel Catanzarese

Sono accusati di minacce, lesioni aggravate e percosse con l’aggravante di aver commesso i fatti con finalità di discriminazione razziale e di odio etnico nazionale e razziale

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di Redazione
9 aprile 2021
13:34

Violenza, minacce e lesioni in danno di un cittadino extracomunitario originario del Gambia. Queste le accuse a carico di cinque persone arrestate dai carabinieri della stazione di Badolato, nel Catanzarese. I militari hanno eseguito una misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Catanzaro su richiesta della procura della Repubblica del capoluogo nei confronti di 5 persone del posto ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di minacce, lesioni aggravate e percosse con l’aggravante di aver commesso i fatti con finalità di discriminazione razziale e di odio etnico nazionale e razziale nonché per aver commesso il fatto in più di cinque persone utilizzando oggetti atti ad offendere.

Nel luglio 2020, i carabinieri di Badolato avevano soccorso un cittadino extracomunitario regolare nativo del Gambia che era stato aggredito dal suo datore di lavoro, titolare di un’azienda di allevamento di ovini e bovini a Badolato, al quale la vittima aveva sollecitato il pagamento delle ultime giornate di lavoro. Anche altre persone, familiari dell’allevatore, pure destinatarie del provvedimento restrittivo eseguito oggi, si accanirono sul giovane con pugni, calci, bastoni e pietre, profferendo a parole offensive ed espressioni minatorie.


Temendo che il lavoratore potesse avvisare le forze di polizia, gli aggressori, prima di abbandonarlo gravemente ferito sul selciato, gli distrussero il telefono cellulare. Il gambiano fu trasportato all’ospedale di Soverato dove gli furono riscontrati diversi traumi da aggressione, con sospetta frattura del braccio sinistro. Le indagini dei carabinieri avrebbero consentito di identificare gli autori dell’aggressione che pertanto sono stati raggiunti dalla misura cautelare restrittiva e sottoposti agli arresti domiciliari.

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