Le bugie del presidente Spirlì e lo scaricabarile sulla spesa dei fondi per l'emergenza Covid

L'azienda ospedaliera di Catanzaro ha più volte richiesto lo stanziamento di risorse per l'assunzione di personale medico e infermieristico. Mai avuto un riscontro nè dalla Regione nè dalla struttura commissariale (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
14 novembre 2020
14:47
Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione
Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione

Inizia la stagione dello scaricabarile al decimo piano della Cittadella, che in Calabria coincide anche con l'avvio della campagna elettorale che tra qualche mese condurrà al rinnovo del presidente e del consiglio regionale. E il vicepresidente, oggi facente funzioni, della Regione Calabria, Nino Spirlì, non perde occasione per dedicarsi allo sport da sempre molto in voga ai piani alti della Cittadella: lo scaricabarile per evitare perniciose assunzioni di responsabilità nel piano della tempesta mediatica che ha portato la Calabria alla ribalta nazionale a causa delle ripetute inadempienze e della incompetenza della sua classe dirigente. 

I numeri falsati

Cerca un salvagente mediatico, Nino Spirlì, e trova la sponda della trasmissione Titolo V, andata in onda ieri sera su Raitre. Al giornalista snocciola dati e cifre che riguardano le risorse messe a disposizione alle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi per l'assunzione di personale medico e infermieristico: 18 milioni di euro. All'azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro destina oltre 4 milioni di euro ma, mostra a favore di telecamere, la struttura ospedaliera ne ha spesi appena 1 milione e mezzo. Sono, tuttavia, le note firmate dai suoi stessi uffici regionali a smentirlo clamorosamente.


Le note che lo smentiscono

Il 31 marzo, nel pieno della prima ondata di contagi, l'ex dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Antonio Belcastro, oggi delegato del soggetto attuatore per l'emergenza Covid trasmette una lettera a tutte le aziende sanitarie e ospedaliera calabresi. La Regione riceve dal Governo la prima tranche di finanziamenti per contrastare l'emergenza - 21 milioni concessi con il decreto legge 14 del 9 marzo - e avvia il riparto delle risorse che per l'azienda ospedaliera di Catanzaro ammontano alla metà di quanto dichiarato dal presidente Nino Spirlì. L'allegato a quella nota conferma la disponibilità di 2 milioni e 445mila euro.

L'inerzia della Regione

Risorse tutte impegnate dall'ospedale Pugliese con delibere del 2 e del 30 aprile, del 20 maggio, del 10 giugno e ancora del 3 luglio. Tanto che  già lo scorso agosto il management aziendale scrive una nota all'ex commissario ad acta, Saverio Cotticelli, e al dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Francesco Bevere, per chiedere l'autorizzazione a ricevere nuovi fondi da utilizzare a copertura del personale assunto a tempo determinato per fronteggiare l'emergenza ma con il contratto in scadenza. La risposta dell'ex commissario ad acta, Saverio Cotticelli, e del sub commissario Maria Crocco, giunge il 3 settembre. Questo il tenore della missiva: "Per le finalità rappresentate da codesta azienda rientra nelle competenze del soggetto attuatore per l'emergenza Covid 19 autorizzare ulteriori spese di personale". Il 17 settembre il soggetto attuatore, Antonio Belcastro, riscontra la nota autorizzando però il solo acquisto di nuove tecnologie per rafforzare il laboratorio di Microbiologia e i test per la ricerca del coronavirus. 

Sos personale

Ancora il 30 settembre l'azienda ospedaliera scrive insistendo sulla necessità di ottenere risorse utili per la proroga dei contratti in scadenza del personale assunto per fronteggiare l'emergenza: "Questo personale - si legge nella nota - non potrà essere mantenuto in servizio facendolo gravare sul budget assunzionale (2.445.500 euro stanziati da Antonio Belcastro il 31 marzo) già completamente eroso per far fronte alle necessità assistenziali minime di un hub sede di dea di II livello". Quella nota non ha mai avuto riscontro, nè dall'ex commissario ad acta, Saverio Cotticelli, nè dal delegato del soggetto attuatore per l'emergenza Covid, Antonio Belcastro.  

Gestione fuori controllo

Ma non bisogna andar troppo indietro nel tempo per capire come la Regione sul fiume di fondi messi a dispozione dal Governo navighi ancora a vista. Solo il 23 ottobre il dirigente del dipartimento Tutela della Salute, Francesco Bevere, convoca le aziende sanitarie e ospedaliere calabresi "ai fini di una disamina delle esigenze del personale di codeste aziende". Nel pieno della seconda ondata e con gli ospedali quasi al collasso la Regione inizia a far di conto. La due giorni di incontri è fissata il 28 e il 29 ottobre "a causa dell'inasprirsi dell'emergenza Covid".

Le risorse non spese

Ancora a fine ottobre alla Cittadella nessuno sa quanto dell'enorme massa di risorse trasferite da Roma a Catanzaro per fronteggiare la pandemia, fosse stata nei fatti spesa. E bisognerebbe forse chiedersi che fine ha fatto la restante parte degli oltre quattro milioni che il presidente ff, Nino Spirlì, ha dichiarato stanziati all'ospedale di Catanzaro ma mai giunte nè autorizzate nonostante i ripetuti solleciti. 

Giornalista
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